Riapriamo gli spazi universitari ai precari e alle associazioni no profit della città di Pisa

Rifondazione Comunista non condivide l’idea di Università che emerge dal nuovo Regolamento per la concessione degli spazi dell’ateneo di Pisa da parte dell’amministrazione centrale.

Tra i soggetti legittimati a richiedere spazi gratuitamente non figurano i ricercatori, i docenti e i tecnici-amministrativi precari, che pure costituiscono quasi la metà dei lavoratori della nostra università, ma solo il «personale di ruolo». Alle discriminazioni di salario, di riconoscimento e di prospettive di vita, si aggiunge ora per i precari anche quella di non poter utilizzare gli spazi della propria università come gli altri colleghi, salvo pagarli profumatamente e garantirli con un’adeguata cauzione.

Dovranno pagare - da un minimo di 200 euro per l’Aula 9 di Porta Nuova ad un massimo di 700 euro per l’Aula Magna del Polo Carmignani, al giorno - anche quei «soggetti esterni all’università» costituiti dalle tante e vitali associazioni senza fini di lucro o dalle dinamiche realtà di movimento che animano la nostra città. Una scelta dettata, più che dalla finalità di fare cassa, da una vera e propria paura che l’Università di Pisa sembra avere per il confronto e la contaminazione proficua con il mondo circostante.

I pochi elementi positivi presenti nel Regolamento, come la possibilità che 15 studenti richiedano spazi senza dover appartenere a liste studentesche con rappresentanti eletti o ad associazioni studentesche finanziate dall’ateneo, non possono essere barattati con questa forte regressione culturale nel modo di intendere l’università, che da spazio vivo e vitale aperto a tutti diventa sempre più isola ideale, elitaria e autoreferenziale, da cui va tenuta lontana ogni ombra proveniente dalla sua base, invisibile e sfruttata, o dalle contraddizioni della società.

Per questo chiediamo all’intero mondo universitario e ai rappresentanti degli studenti che hanno sostenuto e alla fine approvato il Regolamento, sia pure votando contro il tariffario per i soggetti esterni, di sostenere le seguenti due modifiche: che tra il personale dell’università abilitato a richiedere gratuitamente gli spazi siano inseriti i precari della didattica, della ricerca e del settore tecnico-amministrativo; che le associazioni senza fine di lucro siano incluse tra i soggetti legittimati a richiedere spazi gratuitamente, senza alcuna discrezionalità da parte del Rettore.

Invitiamo, infine, tutti a vigilare affinché la disposizione che attribuisce al Rettore il potere di «revocare la concessione per sopravvenute, eccezionali e motivate esigenze istituzionali o attinenti la sicurezza e l’ordine pubblico» non diventi un facile alibi per impedire lo svolgimento di manifestazioni scomode o comunque non gradite.

Pisa, 7 aprile 2009

Scarica il Regolamento per la concessione di spazi e Annessi

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