Maurizio Bini sulle irregolarità nel bilancio del Comune di Pisa

prc_stemma-pisa[da Pisanotizie.it] Pesanti critiche ed accuse arrivano dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Bini, vice-presidente della quarta commissione consiliare competente, in merito al bilancio previsionale 2010 che il Consiglio Comunale si appresta ad approvare nei giorni di lunedì e martedì prossimo.

Quali sono le sue critiche a questo bilancio previsionale per il 2010?

La sezione del bilancio su cui mi voglio concentrare è quella riguardante la “parte in conto capitale” ed lì che, ad una semplice analisi, si concentrano i problemi e previsioni assolutamente inattendibili.

Può essere più chiaro?

In questa parte del bilancio le entrate certe per il Comune sono costituite dai mutui che ammontano a 5 milioni di euro, e quelli che si chiamavano oneri di urbanizzazione, ed ora permessi di costruzione, che sono circa 5 milioni. Si tratta, quindi di un totale di poco meno di 10 milioni di euro. Poi vi sono le entrate previste tramite il piano di alienazioni di beni di proprietà comunale, che ammontano a poco più di venti milioni e lì le cose non tornano.

Su cosa si basa questa sua affermazione?

Già l’anno scorso erano stati inseriti a bilancio circa 10 milioni di euro, sempre frutto di alienazioni, ed in realtà il Comune è riuscito a vendere immobili per poco meno di due milioni di euro. Così molti degli investimenti previsti attraverso il recupero di queste risorse, o non sono stato fatti o sono stati posticipati.

Se erano assolutamente infondate, alla prova dei fatti, le previsioni su quei dieci milioni, lo sono ancora di più quelle per quest’anno, che vengono addirittura raddoppiate. Questa mia affermazione è suffragata anche da un’ulteriore aggravante, ovvero che ancora non è stato presentato il piano delle alienazioni.

E’ questa una procedura regolare?

No. L”elenco delle alienazioni deve essere allegato al bilancio per legge, bilancio su cui, nonostante questo, ha espresso il proprio parere la commissione nella seduta del 10 dicembre. In realtà questo documento non c’era. Io ho sollevato la questione, ma almeno inizialmente non è stata recepita. La cosa ancora più grave è che lo stesso Collegio dei revisori dei Conti nel suo pare sul bilancio datato 23 novembre, aveva sollevato la mia stessa obiezione.

Cosa diceva il Collegio dei Revisori dei Conti?

Leggo testualmente dalla loro relazione nella sezione intitolata Suggerimenti: “La proposta di deliberazione del Bilancio di previsione 2010 non è accompagnata dal PIANO ALIENAZIONI E VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI. Tale Piano è reso obbligatorio dall’art.58 comma 1, della Legge 133/2008 e peraltro è necessario per assicurare l’attendibilità delle previsioni di entrata straordinaria prevista nel 2010 nell’importo complessivo di 22.409.661,00 euro. Il Collegio raccomanda una pronta approvazione”.

Quando ha sollevato questa obiezione cosa le è stato risposto?

In un primo momento l’assessore Serfogli, presente alla commissione, ha obiettato ai miei rilievi che non era obbligatorio presentare il piano. Lo steso assessore ha dichiarato che prima sarebbe stato approvato il bilancio e poi tra gennaio e febbraio sarebbe stata fatta la discussione sul piano delle alienazioni. Di fronte alla mia opposizione su una evidente violazione di una norma di legge, il Presidente della commissione ha preferito chiedere un parere agli uffici, che hanno confermato quanto sostenevo.

Ma la commissione nonostante ciò ha comunque espresso un parere sul provvedimento?

Esattamente. I consiglieri di maggioranza hanno votato a favore, mentre io ed i rappresentanti della Pdl ci siamo espressi in maniera contraria, in quanto eravamo in presenza di un atto incompleto, per cui non solo legalmente ma anche politicamente, si è chiesta una fiducia in bianco. Al contempo per rimediare ad una situazione evidentemente insostenibile è stato deciso di convocare in fretta e furia per domani (oggi per chi legge, ndr) una nuova riunione della commissione in cui verrà presentato il piano delle alienazioni. Siamo di fronte ad una evidente anomalia procedurale: si esprime un parere su un documento incompleto, in cui manca un allegato importantissimo che viene presentato dopo che il voto è già stato espresso.

E domani (oggi per chi legge, ndr) sarà presentato questo piano?

Esattamente. All’improvviso un piano da milioni di euro è magicamente pronto, nonostante l’assessore stesso abbia dichiarato che si sarebbe potuto discute solo tra gennaio e febbraio, in quanto ancora non era stato definito. A ciò si aggiunge un’altra questione procedurale che non viene rispettata: domani (oggi per chi legge) è mercoledì. Ogni consigliere ha diritto a 5 giorni, senza considerare i festivi, per presentare emendamenti al bilancio, in questo caso i tempi sono compressi a due giorni, visto che lunedì il provvedimento andrà in voto in consiglio. Anche questo è inaccettabile: siamo di fronte ad un’ulteriore evidente irregolarità.

Crede quindi che questo piano delle alienazioni sia inattendibile?

Direi che lo stesso assessore Serfogli con le sue dichiarazioni in commissione lo ha ammesso. Ciò che doveva essere discusso tra due mesi, in due giorni viene invece confezionato e presentato. Ma già la sola idea di chiedere una cambiale in bianco ad una commissione su un simile atto credo che sia politicamente insostenibile. Di fatto si tratterà di un piano inventato fatto ad hoc perchè i conti tornino e la cifra di venti milioni possa essere iscritta a bilancio. Ma poi i nodi verranno al pettine e sarà la città a subire le conseguenze di queste “invenzioni”.

Di quali conseguenze parla?

C’è un enorme problema di sostanza in tutta questa operazione. I venti milioni di entrate previste dal piano di alienazioni sono, nell’idea dell’amministrazione, la spina dorsale che regge la realizzabilità dei progetti del PIUSS, il cui valore ammonta a circa 31 milioni di euro. Di questi 30 milioni la Regione coprirà una parte dell’investimento pari a 20 milioni, e toccherà al Comune mettere i restanti undici milioni.

Se consideriamo che l’anno scorso su dieci milioni previsti dalle alienazioni nelle casse del comune, ne sono entrati due, è assolutamente inverosimile la cifra di venti milioni inserita per quest’anno. Per cui se si vorranno realizzare i PIUSS, i soldi dovranno essere presi dalle entrate certe, ovvero i restanti dieci milioni provenienti dai mutui e dai permessi a costruire, il che vuol dire che per almeno un anno e mezzo in città non verrà fatta più nessuna manutenzione né di una strada né di una scuola. Insomma l’assessore Serofgli si potrà prendere un anno sabbatico per quanto riguarda questo tipo di interventi per la città. L’alternativa è che i PIUSS non vengano realizzati per mancanza di risorse.

Alla luce di queste considerazioni quale sarà il suo voto in Consiglio comunale sul bilancio?

Voterò contro per tutte le questioni di metodo e di merito che ho spiegato, ma anche per l’idea di città che questa amministrazione sta realizzando tramite tutta una serie di provvedimenti. Una città vetrina in centro, in cui però le periferie vengono abbandonate. Una città sotto il controllo delle telecamere e delle grandi imprese, e in cui l’investimento sul sociale viene sempre più ridotto.

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