Bene rinvio udienza su Rebeldía. Ora va ripresa la trattativa

prc_rebeldiaLa decisione del giudice Tocci di rinviare di una settimana l’udienza su Rebeldía è una buona notizia, che può ridare voce e spazio alla politica, cui spetta in primo luogo di trovare una soluzione condivisa sul futuro delle associazioni di via Battisti. Rifondazione Comunista continuerà a lavorare con forza in questa direzione, come ha sempre fatto nei mesi passati.

Il rinvio dell’udienza spiazza il fronte di chi vede ormai come unica soluzione lo sgombero, e che sperava di poterlo iniziare immediatamente. La mancata notifica ai legali di Rebeldía della memoria depositata dalla Sviluppo Pisa, la società del Comune incaricata dei progetti della Sesta Porta ed ora esclusa dal seguito del dibattimento, non è solo un grossolano vizio di forma: è il segno lampante dello stato confusionale in cui si trova oggi il “fronte dello sgombero”. Questo stato confusionale è risultato evidente anche nell’incapacità della Giunta Filippeschi di far votare dal Consiglio Comunale straordinario del 19 luglio la propria mozione, in cui richiedeva l’immediata liberazione degli spazi da parte di Rebeldía stessa. Solo blindando la seduta del Consiglio del 20 luglio la mozione è passata.

Dopo che i sindacati di polizia hanno lamentato il trasferimento sul piano dell’ordine pubblico di questioni che, per loro natura, richiedono soluzioni di tipo politico e sociale, e che nel corso dell’ultimo incontro pubblico i candidati a rettore dell’Università di Pisa sono apparsi disponibili a ridiscutere la soluzione dell’ex-Asnu per le associazioni di Rebeldía, il sindaco appare sempre più solo. Ma non è mai troppo tardi per impegnarsi seriamente, con tutte le parti interessate, per l’immediata ripresa della trattativa.

Luca Barbuti, segretario provinciale PRC
Federico Oliveri, responsabile provinciale università PRC

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