SCUOLE APERTE E SICURE: OCCORRE UN PIANO NAZIONALE PER LA SCUOLA PUBBLICA, NON L’ANTICIPAZIONE DELLA AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Diritti Legge 104: Guida alle agevolazioni - Nonsolopensioni.it




Oggi lunedì 11 gennaio hanno riaperto le scuole superiori, ma solo in tre regioni, tra cui la Toscana assieme ad Abruzzo e Val d’Aosta: non rispettando l’accordo stipulato in sede di Conferenza Stato-Regioni il 23 dicembre, tra il Ministro Azzolina e i Presidenti delle Regioni, che indicava il rientro in presenza delle secondarie di secondo grado il 7 gennaio – peraltro slittato all’11 – la maggior parte delle Regioni si sono via via sfilate sulla base dei dati epidemiologici.


Questa scelta è stata dettata dall’andamento epidemiologico, che in molte regioni è nuovamente preoccupante (in Veneto, in Lombardia, in Campania): è evidente che la parziale e limitata apertura nei giorni precedenti alle festività natalizie ha provocato un nuovo aumento della curva dei contagi, scesa troppo lentamente da novembre, ma è anche l’ammissione di inefficienza delle Regioni rispetto all’organizzazione del piano dei trasporti pubblici locali, come della medicina territoriale: gli allentamenti predisposti per dare una boccata di ossigeno alle attività commerciali (quelle della vendita al dettaglio, non quelle delle piattaforme dell’ e-commerce, che prosperano in perfetta sinergia con le aziende di logistica per consegne a domicilio tramite corriere) stanno dunque provocando  il rinvio di due o tre settimane del rientro in presenza per milioni di studenti delle superiori, sempre che non avvengano ulteriori rinivii a data da definirsi. La didattica digitale è una risorsa importante e una soluzione necessaria per l’emergenza, ma non può essere “normalizzata” e diventare la modalità prevalente del processo formativo, come qualche esponente di fondazioni padronali sempre più esplicitamente afferma.


L’anno scolastico si avvia così ad un disastro irrecuperabile per una generazione di studenti: per la perdita delle relazioni personali sia tra studenti che con i docenti, aspetto decisivo per costruire il dialogo educativo fondamentale per la formazione culturale e civile di alunne e alunni, e per la dispersione scolastica conseguente all’aumento di abbandoni (ufficiali o non registrati formalmente) che si vanno registrando, prevalentemente tra gli strati sociali più disagiati socialmente ed economicamente. In queste settimane stiamo assistendo sempre più spesso a scene di violenza gratuita, risse, spedizioni punitive di gruppi di adolescenti ormai fuori controllo: è ora di intervenire e restituire a questa generazione una speranza, una prospettiva e un futuro, che non può essere garantita dalla digitalizzazione, fase estrema dell’aziendalizzazione della scuola pubblica. La scuola del diritto allo studio, costituzionalmente garantito a tutti indipendentemente dalle differenti provenienze sociali, sta collassando, e questo processo non potrà essere arrestato e invertito semplicisticamente potenziando la didattica digitale.


Vi è inoltre il fenomeno dello sgretolamento dello Stato centrale, con le scelte autonome delle Regioni che disarticolano qualsiasi parvenza di unitarietà della scuola pubblica: dopo il disastro provocato dalla disarticolazione del Sistema Sanitario Nazionale con la regionalizzazione in venti sistemi scoordinati e fortemente disomogenei, adesso assistiamo allo sgretolamento del sistema dell’istruzione nazionale e un anticipazione di quella autonomia differenziata auspicata e invocata da molti presidenti di Regione sia di destra che di centrosinistra (primo tra tutti il Presidente dell’Emilia Romagna, il dem Bonaccini).


La Toscana dunque virtuosa, in questo scenario? Intanto non è chiaro per quanto tempo sarà possibile mantenere le scuole superiori aperte, secondo quanto spiegano gli esperti, ma il punto è che anche in Toscana, nonostante le rassicurazioni di Giani e della Giunta, il potenziamento dei mezzi del trasporto pubblico locale – promesso da province e comuni – potrebbe non essere sufficiente a garantire il distanziamento e a contrastare la diffusione dei contagi. Vi è inoltre il sistema del monitoraggio da parte dei Dipartimenti di Medicina Territoriale che non ha finora garantito interventi efficienti ed efficaci, non riuscendo a sostenere il ritmo dei tracciamenti in caso di individuazione di positivi nelle comunità scolastiche: mancano i medici e gli infermieri, e quelli che sono stati assunti non sono sufficienti evidentemente a tenere sotto controllo il contenimento dei contagi. Il rientro ha dunque il sapore di una mossa propagandistica, che ci auguriamo non debba essere rievocato in poche settimane.


La necessità di un piano nazionale per la scuola pubblica, che permetta a alunni e alunne, docenti e custodi delle scuole di ogni ordine e grado di rientrare in sicurezza è più che mai necessario: occorrono però investimenti massicci, nell’edilizia scolastica e nell’assunzione di personale (stabilizzando i precari, che rappresentano quasi un quarto del personale impiegato ogni anno tra docenti e ATA) e nella riduzione significativa del numero di alunni per classe (per eliminare le cosiddette “classi pollaio”). È il solo modo per garantire la “sicurezza” non solo in tempi di pandemia, ma anche quando auspicabilmente si tornerà ad una qualche forma di “normalità”.


Rifondazione Comunista è al fianco di tutti coloro che lottano per scuole aperte e sicure, pretendendo il ripristino delle lezioni in presenza garantendo la maggiore sicurezza possibile per evitare il contagio nei locali scolastici.


Per questo sabato 16 gennaio dalle ore 16 saremo in Piazza XX Settembre, davanti al Comune di Pisa, per manifestare insieme a studenti, docenti e genitori, con associazioni, forze sindacali, organizzazioni politiche, per chiedere un piano nazionale di investimenti per nuovi spazi e un trasporto pubblico locale veramente efficiente, presidi territoriali per monitorare le condizioni sanitarie nelle scuole di tutto il territorio, assunzioni di personale su tutte le cattedre vacanti e un piano di reclutamento straordinario, un nuovo progetto educativo strategico per il rilancio della scuola pubblica e l’immediata vaccinazione per il personale della scuola: la scuola è un’istituzione democratica fondamentale, il baluardo della difesa costituzionale al diritto all’istruzione per tutte e tutti le/i cittadine/i, e per questo tutte le risorse della società devono concorrere a preservare e rilanciare la scuola pubblica non solo in situazioni di eccezionalità come quella che stiamo attraversando, ma soprattutto per il futuro.

Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa

No fund from Kerala government, special school teachers, students, parents  strike | Latest News- Edexlive

COME DA COPIONE: FREGATI

Non sono state poche le volte in cui, nel corso dell’ultima campagna elettorale per le regionali, come compagni e compagne di Rifondazione Comunista ci siamo trovati in difficoltà nel confronto con la Lista Sinistra Civica Ecologista: in particolare sul tema della sanità, le posizioni della lista rispecchiavano quasi totalmente le nostre, perfettamente in linea con il fatto che, per anni, il candidato di spicco della circoscrizione pisana Paolo Malacarne è stato tra i nostri principali riferimenti per le molte iniziative che – sul tema – abbiamo organizzato e promosso in tutta la provincia.
In particolare alla luce della situazione attuale, dei disastri del settore portati alla luce dal COVID e delle competenze regionali in materia, di fronte alla sostanziale inesistenza di differenze contenutistiche tra le nostre posizioni, il posizionamento della Lista a noi alternativa ci sembrava incomprensibile. 
Come poter appoggiare il PD Toscano su questi temi? Come potersi porre in continuità con una componente regionale che negli anni ha progressivamente tagliato i posti letto nelle strutture pubbliche, ha favorito il privato, proseguito verso la riduzione e precarizzazione del personale, mortificato la medicina territoriale e di prossimità, non implementandola nemmeno a seguito della prima ondata della crisi sanitaria che stiamo vivendo?


Entrambe le liste insistevano con i cittadini sulla necessità di investire, tornare ad investire, totalmente sulla sanità pubblica. La sostanziale differenza con Toscana a Sinistra – la lista che come Rifondazione Comunista sostenevamo – era quindi che i compagni e le compagne di Sinistra Civica Ecologista pensavano di poter perseguire questo obbiettivo appoggiando Eugenio Giani, per noi solo in netta opposizione.


Oggi – come prevedibile, data la storia della gestione della sanità toscana e nazionale portata avanti dal centrosinistra – i fatti dimostrano purtroppo che abbiamo avuto ragione. L’approvazione con voto bipartisan della mozione presentata da Fratelli d’Italia all’ultimo consiglio regionale con cui si finanziano le strutture sanitarie private con soldi pubblici per la gestione dell’emergenza Covid 19, “il morto è sulla bara”.


Con tutto il benevolo affetto che abbiamo per la sinistra moderata, per tutta la comprensione che abbiamo per quel mondo a noi vicino, chiediamo loro (la risposta non va a noi ma alle loro coscienze) è questo che vi aspettavate con il tanto promosso, proposto ed eseguito “voto utile”? É davvero a questo che sono servite le tante preferenze recuperate dal bravo e competente Paolo Malacarne?


Chiediamo di ricordarvi tutto ciò – magari appuntandovelo su un taccuino – non solo alle prossime regionali ma anche alle prossime amministrative. 

Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa


➡️ qui la mozione presentata da Fratelli d’Italia; 

➡️ qui il comunicato di Rifondazione Comunista Toscana;

➡️ qui il post di Tommaso Fattori con la trascrizione di una parte del dibattito;

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LOTTA DI CLASSE A COLPI DI DPCM


1° Maggio. I lavoratori in lotta in tutto il mondo sfidano Covid-19 e  repressione



Anche in provincia di Pisa aumentano i contagi – arrivati a oltre quattromila casi, con un aumento di 282 solo nella giornata di domenica – come anche i ricoveri e i decessi a causa di un virus insidioso, letale con i più  fragili. La pericolosa accelerazione delle ultime settimane aggrava le condizioni delle strutture territoriali e ospedaliere, come hanno denunciato i delegati sindacali delle RSU di Cisanello.


Si avvicina tumultuosamente il punto di rottura, se nei prossimi giorni con l’ulteriore aggravamento della situazione si satureranno i posti letto covid e – auguriamoci di no – le terapie intensive.


È evidente, e lo registriamo con allarme, che in questi mesi non sono stati adottati i provvedimenti necessari, conseguenti alle decisioni politiche assunte: i soldi stanziati, solo una parte minima dei 37 mld sottratti al Sistema Sanitario Nazionale, non sono stati evidentemente investiti nei settori fondamentali per affrontare la nuova ondata che fin dalla primavera era prevista. Mancano personale e strumenti (come i test rapidi) nel settore strategico per il contenimento del virus, cioè il servizio dei Dipartimenti di Prevenzione Territoriale delle ASL, dove invece si stanno verificando ritardi e disservizi dovuti ad una organizzazione insufficiente, anche per le deficienze della Regione, e ad un ritardo imperdonabile nel rafforzare la sanità territoriale.  


L’evidente scontro interno tra le componenti del governo sta creando una situazione di fibrillazione politica, ma anche di paralisi decisionale: il nuovo DPCM fotografa questa situazione, con un incomprensibile lockdown chirurgico sui settori della ristorazione, dello spettacolo e dei teatri, di palestre, piscine e sale giochi, che probabilmente sono tra i più controllati del Paese, piuttosto che intervenire sui trasporti pubblici potenziando e dilazionando la frequenza delle corse e la capienza massima nei veicoli e sui luoghi di lavoro riducendo l’orario (mantenendo il salario pieno).


La scelta di classe di questo provvedimento è evidente: “salvare il lavoro e la scuola” è lo slogan che viene ripetuto ossessivamente, ma le scuole si vanno riempiendo di positivi contagiati in altri ambienti (sui mezzi di trasporto innanzitutto), mentre il lavoro non viene per niente preservato, se è vero come è vero che oltre il 10% dei contagiati si manifesta tra i lavoratori di aziende in cui i protocolli non sono applicati correttamente.


Chiudere bar, ristoranti e teatri non cambierà l’andamento della curva epidemiologica, come stanno ripetendo molti esperti che, questa volta, non vengono ascoltati per assecondare la linea dura del Presidente di Confindustria Bonomi: stanno emergendo i primi segni di disperazione sociale, su cui rischiano di saldarsi progetti eversivi e criminali.


Il nuovo DPCM è dettato dagli interessi confindustriali e colpisce le componenti più fragili del lavoro, dove la precarietà è altissima e vigono contratti stagionali non garantiti. Al contempo mancano del tutto le coperture per ammortizzare la perdita di reddito di questi lavoratori: una patrimoniale e un’imposizione fiscale a tutte le aziende che hanno continuato a fare profitti sono provvedimenti più che mai urgenti, per correggere la linea politica troppo accondiscendente verso il padronato, come attestato dalla rimozione del blocco dei licenziamenti emessa con il precedente DPCM del 13 ottobre.


Non si può accettare che la Confindustria approfitti dell’epidemia per stravolgere la contrattazione nazionale o per puntare a ridurre a livelli minimi i salari. Inoltre, si colpiscono attività che non hanno responsabilità maggiori di altre nella diffusione del contagio, per coprire le inadempienze macroscopiche in settori che sono diretta responsabilità delle istituzioni pubbliche (dallo Stato alle Regioni, agli Enti Locali), innanzitutto i trasporti.


La difesa dei salari e dell’occupazione è il primo obiettivo per migliaia di lavoratori, insieme al contenimento ed il contrasto del virus.


Il nuovo Presidente della Regione Giani, assediato dagli appetiti per la spartizione degli assessorati, i Sindaci e i Presidenti delle Province si assumano le proprie responsabilità e aprano una consultazione con i sindacati e tutte le forze politiche per individuare gli strumenti più efficaci a sostenere i lavoratori colpiti dall’ultimo DPCM.

Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa

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Pisa: “Case popolari: priorità assoluta un piano per la sicurezza e le manutenzioni”

Dopo la caduta di un solaio in una casa popolare a Gagno, anche in alcuni appartamenti in via Pungilupo si è verificato il crollo di alcuni calcinacci. Anche in questo caso si tratta di un fatto annunciato, viste le numerose segnalazioni fatte negli anni dagli abitanti. 


Da tempo denunciamo, insieme a sindacati degli inquilini e comitati di quartiere, la necessità di interventi urgenti sulle case popolari nel Comune di Pisa. Serve un serio e costante monitoraggio degli alloggi, con interventi mirati e immediati, specie laddove la situazione è più critica. Al riguardo abbiamo presentato una interpellanza urgente in merito alla mappatura degli immobli Erp, che necessitano di interventi urgenti di manutenzione straordinaria. Si tratta di un documento che Apes ogni anno deve inviare alla Regione: è stato inviato? Cosa contiene? Cosa è stato realizzato nel frattempo?


Ma serve anche finanziare un piano di riqualificazione di tutto il patrimonio immobiliare pubblico che, evidentemente, in troppi casi versa in condizioni inadeguate: decine di famiglie pagano canoni per case popolari che non sono in alcun modo dignitose e che espongono a rischi per la salute le persone che vi abitano.


Servono poi risorse adeguate per incrementare ulteriormente gli alloggi popolari e potenziare il personale degli uffici, altamente insufficiente e dunque non in grado di rispondere ai bisogni e alle domande crescenti.


Servono misure per proteggere le famiglie che vivono in affitto, nel caso di “morosità incolpevoli”: attraversiamo una crisi sociale ed economica molto pesante, destinata a divenirlo sempre di più. 


A fronte di questo, l’assessora Gambaccini pensa che la soluzione sia unicamente l’approccio vessatorio e colpevolizzante, sancito in un nuovo protocollo tra Sepi e Apes, che dà mandato alla prima di recuperare le morosità. Da settimane chiediamo di avere questo documento, senza però alcun esito. 


Da parte nostra, continueremo a monitorare la situazione delle case popolari, proponendo nella prima variazione di bilancio uno stanziamento straordinario dedicato. 


Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione comunista – Pisa Possibile

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LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE VA DIFESA, SOPRATTUTTO IN QUESTA EMERGENZA

Scuola, ripartenza senza certezze tra personale e strutture: la denuncia di  Rifondazione | ekuonews.it

Ieri pomeriggio, mercoledì 14 ottobre, in gran parte delle principali città italiane si è svolto un presidio organizzato dai comitati dei precari della scuola e dalle organizzazioni sindacali del comparto (FLC-CGIL, Cisl, Uil, SNALS , Gilda, Cobas Scuola): la mobilitazione, che a Pisa si è svolta davanti alla Prefettura, ha e ha avuto come obiettivo il concorso nazionale che si svolgerà tra poche settimane, nonostante la condizione di emergenza drammatica in cui il nostro Paese si trova, con il mondo della scuola schierato in prima linea, e che proprio per questo non può essere effettuato in sicurezza.


Di fronte al fabbisogno reale di docenti e personale ATA, presenza già insufficiente a condizioni “normali” ma aggravata dall’ulteriore carico di mansioni e degli sforzi ad ora necessari a poter gestire correttamente il contenimento del contagio, le carenze del Ministero dell’Istruzione si vanno facendo sempre più evidenti: in particolare in merito al reclutamento del personale, la Ministra Azzolina ha assunto una posizione rigida e inflessibile, intestardendosi a voler svolgere un concorso in condizioni incerte mentre nelle scuola ancora mancano docenti. Le procedure di assegnazione degli incarichi, quest’anno particolarmente macchinose, opache e piene di errori, non sono state coordinate con la ripresa delle attività scolastiche in presenza.


La richiesta dei precari di rinviare di qualche mese il concorso è fondamentale per evitare un sostanziale svuotamento delle classi: migliaia di docenti supplenti dovranno raggiungere sedi di concorso anche fuori regione, molti utilizzeranno mezzi di trasporto collettivi (treni, pullman) con il rischio di venire a contatto con persone positive, mentre coloro che si trovano già in isolamento o in quarantena non potranno svolgere il concorso.


La richiesta delle OO.SS. – già a partire dall’estate – è quella di immettere in ruolo tutti i precari con almeno tre anni di servizio alle spalle, evitando così tutte le problematiche che stanno nascendo in questa situazione drammatica, che rischia di peggiorare ulteriormente: come Rifondazione Comunista, pur riconoscendo la necessità di individuare procedure di reclutamento che siano conformi al dettato costituzionale per cui ai ruoli pubblici si accede tramite concorsi, esprimiamo piena solidarietà ai precari della scuola che da anni lottano per un riconoscimento del proprio ruolo e per la stabilizzazione del proprio posto di lavoro, senza che questo si trovi a confliggere con la propria sicurezza personale e a scapito della tutela della salute, propria e degli studenti.


Rifondazione Comunista esprime, inoltre, un giudizio fortemente critico verso l’operato del Ministro Azzolina che in quattro mesi – da maggio a settembre – non è riuscita a fornire indicazioni efficaci e univoche per organizzare il tanto proclamato rientro a scuola in sicurezza, non garantendo neppure che il personale fosse in numero adeguato fin dai primi giorni: ci siamo attardati per mesi a discutere di banchi e di poltroncine a rotelle (peraltro in buona parte non ancora consegnati) mentre la questione essenziale di garantire il diritto allo studio a milioni di studenti e studentesse e il diritto al posto di lavoro per decine di migliaia di docenti e ATA, non è stato affrontato con la dovuta serietà.


La scuola è un’istituzione decisiva per la tenuta democratica del nostro Paese: se non si garantisce la qualità della didattica e la tutela della sicurezza – sia personale, di salute, che lavorativa – agli studenti, alle studentesse, al personale educativo, docente e ausiliario, rischiamo che l’intero sistema sociale subisca dei traumi irreversibili.


Per questo, Rifondazione Comunista sostiene le lotte dei precari, chiede la momentanea sospensione dello svolgimento del concorso che non potrebbe svolgersi – ad oggi – in modo da garantire né la sicurezza né la equa condizione a tutti e tutte i e le concorrenti e, infine, di elaborare ed individuare modalità di reclutamento adeguate a garantire sia la prescrizione costituzionale che le condizioni di sicurezza e certezza per decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici del mondo della scuola pubblica. 

Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa

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PRC: “AUGURI DI BUON LAVORO A BETTI: ORA AMMINISTRI GUIDATO DA UNA REALE CULTURA DI SINISTRA, UNICO ANTIDOTO AL RITORNO DELLE DESTRE”

La netta vittoria al ballottaggio dello schieramento di centrosinistra, guidato da Michelangelo Betti, rappresenta la possibilità di una svolta reale ed efficace per il secondo comune più grande della nostra provincia.
Ma aver ricacciato indietro la peggiore destra, che per cinque anni non ha amministrato Cascina ma ha solo sfruttato la zona come trampolino di lancio delle proprie carriere personali, non basta. 
Consapevoli che questo appuntamento elettorale destava non poche preoccupazioni nell’elettorato di sinistra, sia cascinese che dell’intera area pisana, come forza politica abbiamo cercato di lavorare ad una ricomposizione dell’area nel momento in cui il dialogo è tornato sul piano della proposta politica: troppo presto, infatti, nei mesi precedenti al voto, tra le compagini di sinistra questo era stato abbandonato per inseguire una corsa al nome, alle forzature, dimenticando la sostanza e la pratica politica.

Diamo atto a Betti, invece, di non essersi risparmiato nei 15 giorni di incontri e confronti in vista del ballottaggio, dimostrandosi pertanto in grado di riallacciare il legame con tutte le diverse sensibilità della sinistra, anche comuniste, cascinesi. Seppur nel mutuo riconoscimento delle differenze, le diverse anime si sono così unite nella volontà di dare vita ad una nuova fase politica per il territorio cascinese.

Rifondazione comunista augura a Michelangelo Betti un buon lavoro, senza dimenticare che continueremo con il nostro lavoro di partecipazione, con passione, determinazione e senza mai perdere di vista i nostri valori e il nostro obiettivo di costruire una società che tutela e garantisca il soddisfacimento dei diritti e le migliori condizioni di vita delle persone.
Lo faremo dentro il consiglio comunale, tramite la presenza vigile e attenta di Fabio Poli, il candidato sindaco che abbiamo sostenuto nella prima tornata elettorale; ma lo faremo soprattutto e direttamente nelle frazioni, nei circoli, tra la gente, vigilando e garantendo che l’accordo siglato con le altre liste venga rispettato, nella valorizzazione di ciascuna delle anime che compongono la maggioranza istituzionale: unica soluzione, questa, per un futuro sempre più inclusivo e di sinistra, che allontani il mostro dell’odio e dell’intolleranza che hanno guidato – e altrove guidano – la destra più reazionaria nella sua pratica amministrativa. 

All’orizzonte non può più esserci spazio per i fascisti al governo.

Al lavoro e alla lotta!  

Rifondazione Comunista


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Solidarietà a Salvatore Catello, inaccettabile mettere in discussione il suo posto di lavoro per la candidatura a Presidente della Regione

🔴 Il mondo del lavoro sempre più precario e le forme contrattuali sempre meno tutelanti con cui ci costringono a lavorare, mettono ogni giorno troppi uomini e troppe donne sotto ricatto: questo vale, purtroppo, anche per i compagni e le compagne che scelgono, nonostante tutto, di esporsi politicamente, arrivando perfino a subire inaccettabili ripercussioni sul proprio luogo di lavoro.

È notizia di questi giorni che della stessa sorte sia stato vittima Salvatore Catello, candidato Presidente alle ultime elezioni regionali per il Partito Comunista, che per questo non ha avuto il rinnovo contrattuale. Per l’ennesima volta, la repressione padronale si scaglia contro chi cerca di alzare la testa.

Una notizia, questa, che in anni diversi avrebbe suscitato scalpore ed indignazione, ma che oggi e alle condizioni a cui siamo ormai abituati, sta passando sostanzialmente inosservata: ecco il segno dei tempi che tutti e tutte viviamo.

Nonostante le evidenti differenze che contraddistinguono i nostri due partiti, come compagni e compagne di Rifondazione Comunista siamo tutti dalla stessa parte e siamo a disposizione per tutte le iniziative che si costruiranno intorno a Salvatore per non lasciarlo solo.

A Salvatore, compagno e lavoratore, va la nostra solidarietà, senza se e senza ma.


Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa

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VERSO IL BALLOTTAGGIO A CASCINA

Prc su ballottaggio a Cascina: “A sostegno di Betti per sconfiggere la destra, politiche di governo in discontinuità con il passato”  


L’esito della prima tornata delle elezioni amministrative di Cascina, ci ha consegnato un ballottaggio dagli esiti non scontati. Lodevole l’impegno del candidato Michelangelo Betti che ha subito aperto, all’indomani del voto, un dialogo largo con le liste lontane dalle destre ma che, al primo turno, non facevano parte della coalizione del centrosinistra.

Come Rifondazione Comunista e come forza che si è presentata a sostegno della lista Lavoro Sviluppo Ambiente per Fabio Poli sindaco, abbiamo preso parte all’incontro con il centrosinistra: un incontro positivo, nel corso del quale il Partito Democratico si è mostrato disponibile verso i temi politici che poniamo da anni, dimostrandosi aperto alla possibilità di intraprendere scelte in controtendenza con quelle del passato. In particolare nei confronti delle esternalizzazioni dei servizi,  della scarsa attenzione e al basso investimento di risorse nel sociale e nella cultura: scelte scellerate che hanno favorito negli anni l’ascesa delle destre.

Rifondazione Comunista accoglie quindi positivamente l’allargamento della coalizione di centrosinistra e fa un plauso a Michelangelo Betti che si pone in questo modo come elemento costruttivo per un necessario argine politico alla destra rappresentata da Leonardo Cosentini, che si pone al contrario in piena continuità con la deprimente amministrazione Ceccardi-Rollo, la prima della Lega in Toscana.

Il nostro partito, indipendentemente dalla presenza diretta all’interno dell’amministrazione Betti, vigilerà dentro e fuori l’Istituzione cascinese e parteciperà con proposte concrete per l’attuazione di buone politiche di governo, innanzitutto a favore di chi subirà più di altri gli effetti di questa crisi sanitaria ed economica.  

Rifondazione Comunista
Circolo di Cascina
Federazione di Pisa


Trento, pakistano sequestra e tenta di stuprare una 27enne nella sede di  Rifondazione Comunista: condannato - Rassegne Italia

CHIUDIAMO INSIEME LA CAMPAGNA ELETTORALE

Ci vediamo VENERDI’ 18 SETTEMBRE 2020, alle ore 19:00 al CIRCOLO ARCI PISANELLO (via Marsala 2, Pisa) a brindare insieme e chiudere tra compagni e compagne la campagna elettorale per le elezioni regionali 2020

con:
_ GIOVANNI BRUNO, candidato per la circoscrizione di Pisa
_ DANIELLA VANGIERI, candidata per la circoscrizione di Pisa
_ ALESSANDRO FAVILLI, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista


Invita tutti i tuoi contatti Facebook all’evento –> https://www.facebook.com/events/1054848434962362

Verso il voto del 20 e 21 settembre


AL REFERENDUM COSTITUZIONALE che chiede di tagliare la democrazia e la rappresentanza e non i privilegi e il mal funzionamento del nostro Parlamento: IO VOTO NO

Alle ELEZIONI REGIONALI Rifondazione Comunista sostiene la lista TOSCANA A SINISTRA per Tommaso Fattori Presidente, invitando a BARRARE la doppia preferenza di genere (un uomo e una donna) per i nostri compagni GIOVANNI BRUNO e DANIELLA DOMINICA VANGIERI







E alle ELEZIONI AMMINISTRATIVE di CASCINA

a sostegno dei nostri compagni:

_ CESCHIA Tiziano
_ MONTAGNANI Mauro (detto Valerio)
_ SCATENA Giada