Rifondazione comunista rende omaggio a Sergio Tognetti.

La nostra comunità politica piange la perdita di un altro compagno.
Sergio per Rifondazione comunista era una presenza costante, spesso silenziosa fino al momento in cui si alzava durante le assemblee e arringava la sala.
Una vita spesa al servizio di quella classe operaia di cui fieramente faceva parte, una vita spesa per la difesa del lavoro e dei lavoratori.
Molto spesso quando parlavamo nella sezione di San Martino, al circolo Arci oppure a casa sua, quando la salute lo assisteva meno, rimanevo ammaliato dalle sue storie di fabbrica e di sindacato.
Mi ha raccontato cosa era il Partito Comunista Italiano, a me che non l’ho conosciuto, e cosa volevano dire per lui la Falce e il martello, che descriveva come se dipingesse un dipinto.
Come non ricordare il suo impegno per la Casa del Popolo di San Martino a Ulmiano, che per lui, proprio di fronte alla chiesa aveva un valore profondo, storico e rappresentava lo sforzo di quella classe operaia che con fatica si era costruita uno spazio aperto a tutta la comunità del paese. Quella casa del Popolo dove da ieri sera campeggia sul balcone la bandiera del tuo partito listata a lutto.

Mi mancherai e ci mancherai fisicamente, ma i tuoi moniti e la tua frase celebre saranno sempre al centro del nostro fare politica.
“Prima il lavoro”
Ciao Sergio, un saluto a pugno chiuso

Iacopo Cambi
Rifondazione comunista San Giuliano Terme
Capogruppo in consiglio comunale per Sinistra Unita

KEU, SISTEMA IMPRENDITORIALE E GESTIONE DEL TERRITORIO: LE QUESTIONI FONDAMENTALI RESTANO TUTTE IN PIEDI

Nei giorni scorsi sono uscite due note da parte del PD provinciale e del capogruppo del PD di San Miniato che, con toni differenti (e su cui torneremo), che riportano le conclusione della Commissione d’inchiesta in cui si esclude l’imputazione di associazione mafiosa tra amministratori e imprenditori nel sistema conciario: in entrambe le note si afferma tuttavia con toni vicini al trionfalismo che il sistema pubblico-privato del distretto conciario di Santa Croce funziona perfettamente nel rispetto della legalità, sottolineando quanto riportato nella Relazione della Commissione d’inchiesta  che la responsabilità di smaltimento non conforme fosse esclusivamente della ditta incaricata; non solo, si afferma che sostanzialmente non ci devono essere preoccupazioni in quanto rigorose “linee di indirizzo” tutelano ambiente e salute con il monitoraggio costante di ARPAT. Insomma, questo sistema toscano di Consorzio pubblico-privato non solo è virtuoso, ma rappresenta  un modello economico e ambientale vincente.

Sulle questioni di carattere giudiziario, su cui indaga la DDA di Firenze e la Magistratura non entriamo, per ovvi motivi: non sta certo a noi affermare se sia vero o meno che esista un’associazione di stampo mafioso che coinvolge imprenditori e politici, lo accerterà chi di dovere.

Quello che lascia basiti nelle due note è l’assoluta volontà di rimuovere, nascondere e addirittura rovesciare le criticità di un sistema che da anni impatta pesantemente su un territorio, mettendo al primo posto i profitti degli imprenditori conciari e i ritorni politico-amministrativi (sia del PD che del centrodestra),  contendendosi vantaggi elettorali sulla base della maggiore affidabilità per gli interessi delle aziende conciarie.

Al di là delle differenze di tono dei due comunicati – che evidenziano una “dialettica” interna al PD provinciale – è inquietante come in entrambi si ribadisca come il sistema pubblico-privato del distretto del Cuoio sia (ormai) esente da problematiche sia ambientali che di infiltrazione criminale e debba quindi essere preservato e rilanciato come modello virtuoso.

Come Rifondazione Comunista di Pisa crediamo invece che il sistema costruito in questo anni presenti criticità estreme, culminate nello scandalo dello smaltimento del KEU, per l’impatto ambientale sui territori e per le attività agricole della zona, ma anche sul piano della permeabilità ad infiltrazioni criminali (al di là dei risultati dell’inchiesta in corso).

Il modello che gli esponenti del PD provinciale e dei Comuni  interessati incensano è invece proprio quello che ha provocato lo scandalo keu: lo smaltimento di rifiuti speciali cancerogeni e tossici sparso per i campi della zona distruggendo terreni e rischiando di inquinare le falde acquifere. Tutto in nome del profitto privato e dei vantaggi elettorali delle forze politiche che amministrano – dai comuni alla Provincia alla Regione – i nostri territori.

L’autoassoluzione dalle proprie responsabilità politiche e amministrative – innanzitutto del PD, ma anche del centrodestra – rispetto all’esposizione a infiltrazioni criminali e mafiose (che nella nostra regione e nella nostra provincia esistono e sono  state comprovate) ci pare grave sul piano politico, in quanto intende ridimensionare quanto avvenuto derubricandolo ad un “incidente di percorso” anziché all’effetto perverso di un modello costruito in questi anni per tutelare gli interessi delle aziende conciarie e ottenere il massimo dei profitti in barba a tutto il resto. Le forze politiche che si contendono la gestione degli interessi economici dominanti perseguono comunque l’obiettivo della realizzazione di grandi opere (come la tangenziale nord-ovest), di cementificazione e militarizzazione del territorio (anche erodendo aree tutelate come il Parco di Coltano-San Rossore-Massaciuccoli per una base operativa di addestramento militare), di gestione spregiudicata dei rifiuti (sia normali che speciali) attesta che la retorica della transizione ecologica e dell’economia green niente ha a che vedere con una reale tutela dell’ambiente e degli ecosistemi.

Occorre invece un nuovo modello di sviluppo, ora più che mai necessario a fronte dei cambiamenti climatici i cui effetti iniziano a riversarsi nella nostra quotidianità (siccità, salinizzazione dei corsi d’acqua, scioglimento di ghiacciai): anche nel settore conciario servono aziende che rispettino veramente le regole, compreso lo smaltimento dei rifiuti, che abbiano perciò un minore impatto ambientale e non contrastino con le esigenze di altre attività fondamentali come quelle agricole, a cui andrà prestata un’attenzione particolare d’ora in avanti, per tutelare e sottrarre alla logica privata del profitto i beni comuni come la terra e l’acqua.

Giovanni Bruno
Segretario di Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa

SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DELLA GEOFOR IN SCIOPERO: NESSUNO PUÒ METTERE IN DISCUSSIONE IL DIRITTO DI SCIOPERO CON ARGOMENTI INCONSISTENTI


La Federazione di Rifondazione Comunista di Pisa esprime la piena solidarietà a lavoratori e lavoratrici di GEOFOR che hanno aderito allo sciopero proclamato da Cobas e USB per oggi e domani, con una massiccia partecipazione che dimostra come i punti sollevati per l’indizione dello sciopero siano largamente condivisi dalla stragrande maggioranza dei lavoratori.


La lettera dei Sindaci ha profondamente inquinato il clima, già pesante per l’assenza di attenzione alle rivendicazioni delle sigle del sindacalismo di base Cobas e USB, introducendo elementi di pressione riguardo al diritto di sciopero che non hanno sicuramente ammorbidito le posizioni delle parti.


È scandaloso che, a fronte di uno stato di agitazione e di una mobilitazione nel pieno rispetto delle regole, i Sindaci tentino una forzatura per impedire il legittimo e costituzionalmente garantito diritto di sciopero, mentre invece dovrebbero spiegare perché nell’assemblea dei soci di RetiAmbiente hanno votato praticamente all’unanimità  (99,997% delle quote di capitale presenti) ai -quelli sì- illegittimi e vergognosi aumenti dei compensi a Presidente e membri del CdA.


Le rivendicazioni dello sciopero indicano degli obiettivi condivisibili e necessari: democrazia sindacale e trasparenza, rispetto dei contratti, investimenti per migliorare il parco macchine, aumento di organico per migliorare il servizio. A fronte dell’utilizzo illegittimo dei soldi da parte del CdA, queste rivendicazioni sono assolutamente fondate e responsabili, da parte dei lavoratori che hanno aderito alle due giornate di sciopero indette da Cobas e USB.


Rifondazione Comunista di Pisa sostiene la lotta dei lavoratori GEOFOR e chiede che i sindaci ritirino l’attacco al diritto di sciopero, ma soprattutto rimettano in discussione il bilancio di RetiAmbiente con un voto contrario nella prossima assemblea dei soci che si terrà il 19 luglio richiesto dall’assemblea dei lavoratori in lotta.


Se verrà confermato il sostegno all’operazione di RetiAmbiente come Rifondazione Comunista ne trarremo le conseguenze politiche rispetto alle giunte e ai consigli comunali della Provincia di Pisa.

Giovanni Bruno
Segretario di Rifondazione Comunista della Federazione di Pisa

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CONVOCAZIONE ATTIVO RIFONDAZIONE COMUNISTA PISA

Giovedì 30 giugno alle ore 18:00 è convocato l’attivo di iscritt* e simpatizzanti in Federazione.
All’ordine del giorno i seguenti punti:

  1. Comunicazione sul Movimento No Base e prossime iniziative contro guerra e caro-vita;
  2. Esiti del CPN e prospettive politiche;
  3. Tesseramento e riorganizzazione del Partito in città;
  4. Iniziative politiche e di finanziamento durante il periodo estivo.

A seguire apericena con contributo a partire da €7.
La segreteria provinciale

Addio Gilberto

Il momento è arrivato.

Purtroppo Gilberto ci ha lasciato, dopo una lunga malattia che fronteggiato per anni con coraggio e determinazione, senza abbandonare le sue attività politiche e sindacali.

La grave sofferenza di queste ultime settimane fa del suo addio per tutti coloro che almeno con un pensiero gli erano vicini una tristezza mitigata. Ma sempre infinita tristezza resta.

Se ne va “il leader storico del lungomonte” (come piaceva chiamarlo da un amico giornalista della zona) ma Gilberto aveva ed era mille definizioni.

Non basterebbe una pagina per elencarle. Purtroppo solo lui e Franca, moglie di una vita accanto, possono sapere quanti lo hanno conosciuto, quanti mondi lo hanno incrociato, quante persone lo hanno contattato, ci hanno parlato, scambiato semplici mail o riflessioni infinite.

Chi di noi del Partito lo ha frequentato, il mondo di contatto di Gilberto lo ha appena percepito, annusato, ma la sorpresa del “anche te conosci Gilberto?” è sempre stata continua.

Radicalità nei contenuti, duttilità per raggiungerli. É sempre stato cosi. Mille incontri, mille riunioni, mille telefonate, mille volte a casa sua. Prima ti ascoltava e poi ti consigliava, rispondeva alle tue domande, ai tuoi dubbi o rimproverava con decisione. Sempre in prima fila alle riunioni, talvolta affaticato da chissà quante incombenze della giornata, sembrava distante, ma poi con quale mai spiegata energia si alzava e cominciva a parlare e ti stupiva per la puntualità dell’intervento, senza essersi perso niente dei precedenti.Accanto a lui si è imparato, si, imparato molto.

Professore, ma soprattutto un uomo con mille pregi e mille difetti: ha voluto mettere al servizio degli altri le sue competenze professionali e ha dedicato decenni di vita al sindacato, fondando a Pisa i Cobas e intercettando un mondo della scuola sempre più incerto e precario.Un uomo di cui sarà impossibile per chi lo ha conosciuto, tanto o poco, non sentire la mancanza. La piacevole e infinita amicizia e fratellanza.

Sono passati pochi minuti che se ne è andato e già dai mille messaggi e telefonate ti rendi conto chi era Gilberto.

Resterà un Compagno insostituibile, per quanto ha rappresentato fin dalla nascita di Rifondazione Comunista e per la generositàpolitica e umana.

Addio Gilberto, un saluto a pugno chiuso.

✊

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La salma di Gilberto verrà esposta presso la pubblica assistenza di asciano a partire dal tardo pomeriggio di oggi.Le esequie si terranno lunedì pomeriggio a San giuliano Terme a partire dal circolo arci alle ore 15.30

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La costituzione e la guerra – il mondo al bivio

Moderatore
Giovanni BRUNO
Segretario Provinciale PRC PISA

relatori:

Francesco BAICCHI
Comitato esecutivo del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

Domenico GALLO
Magistrato

Giovanni RUSSO SPENA
Responsabile dipartimento Istituzioni e Democrazia PRC

Trasferimento APES e altri uffici comunali: disagi per utenti e personale allo scopo di “fare cassa”

È iniziata una nuova giostra di traslochi per vari uffici del Comune di Pisa. Ad aprire i giochi sarà l’APES, che lascerà lo storico palazzo in via Fermi, inaugurato nel 1968 e costruito con i fondi dell’IACP (l’Istituto Autonomo Case Popolari, come si chiamava allora l’ente gestore dell’edilizia popolare su base provinciale) per darsi una propria sede.

Come troppo spesso già accaduto, questo trasferimento non risponde a esigenze di miglioramento del servizio e della funzionalità degli uffici: è determinato piuttosto dalla volontà di liberare l’edificio di via Fermi per tentarne la futura vendita e “fare cassa” (non certo per sistemare i circa 200 alloggi popolari scandalosamente vuoti, mentre in città riprendono gli sfratti e l’emergenza abitativa si fa sentire).

Il trasferimento dell’APES non sarà indolore, né per il personale, né per gli utenti. Infatti la nuova sede è stata individuata in un piano del palazzo ex Telecom in Piazza dei Facchini. Il numeroso personale degli uffici, prima distribuito su cinque piani, sarà ammassato tutto in un unico piano con stanze di 5-6 dipendenti ciascuna, mentre l’Ufficio Relazioni con il Pubblico sarà collocato in un’isola a forma di parallelepipedo ricavata nel corridoio centrale.

Anche gli utenti per recarsi alla nuova sede dell’APES, situata in centro storico e ZTL, avranno grosse difficoltà. Mentre finora anziani e disabili potevano farsi accompagnare in automobile fino all’ingresso della sede, adesso sarà quasi impossibile e anche i parcheggi saranno disponibili solo a qualche chilometro.

Entro breve nello stesso palazzo confluiranno anche altri uffici comunali: alcuni sono stati spostati solo pochi anni fa alla Sesta Porta, come la Ragioneria, il SUAP e il Provveditorato. Anche in questo caso per cedere gli spazi a privati e ad altri enti.

Il “girone infernale” dei traslochi proseguirà con l’Anagrafe e lo Stato civile, che saranno invece trasferiti proprio alla Sesta Porta, con una spesa non indifferente di oltre 240.000 euro per adeguare gli spazi.

Alcuni spazi verranno sottratti anche alla già sacrificata sede della Polizia Municipale, anch’essa situata alla Sesta Porta, sede riconosciuta inadeguata e per la quale, in campagna elettorale, il sindaco Conti aveva promesso di cercare un’altra collocazione (promessa, ovviamente, non mantenuta).

Chiediamo che si metta finalmente fine a queste giostre degli uffici, che si ripetono ormai a ogni cambio di Giunta. I trasferimenti vengono giustificati come una “razionalizzazione” delle risorse, ma la giustificazione non ci convince: quanti soldi del bilancio comunale sono stati spesi, nei vari anni, per traslochi di questo genere e per i connessi lavori di adeguamento?

Nel caso della sede di APES crediamo che alla fine, tra traslochi, lavori di adeguamento e disagi per cittadini e personale, si scoprirà che non valesse la pena svendere un immobile pubblico. Sarebbe certamente un lavoro auspicabile per la Corte dei Conti.

Rifondazione Comunista Federazione provinciale di Pisa

Circoli cittadini “Gramsci” e “Turini” 

Tenta il furto negli uffici Apes: arrestato

Il 25 APRILE torna a MOLINA

LA NOSTRA OPPOSIZIONE ALLA GRANDE OPERA DELLA TANGENZIALE NORD-EST

📌 La grande fibrillazione per la pioggia di risorse economiche e investimenti da gestire è ripresa con l’accordo tra Regione e Provincia per la realizzazione della Tangenziale anche utilizzando i fondi del #PNRR: la ripresa del progetto è stato presentato trionfalmente da parte del Presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo e dell’Assessora Alessandra Nardini, che hanno commentato entusiasticamente il via alla realizzazione della Tangenziale Nord-Est, grande opera che attraverserebbe il territorio dei Comuni di #SanGiulianoTerme e #Pisa con un impatto ambientale e urbanistico devastante, come denunciato da anni dal nostro partito e per cui abbiamo una posizione di netta contrarietà.

Al contrario il Partito Asfalto&Cemento, perfettamente interpretato dal Partito Democratico provinciale e regionale è in perfetta sintonia con quello nazionale, consociato in maggioranza con il suo omologo-concorrente in affari, la Lega.

Tuttavia, l’approvazione della Variante Aurelia in località Madonna dell’Acqua da parte del Consiglio Comunale di San Giuliano Terme, annunciata dal Sindaco Sergio Di Maio – anche Presidente della Conferenza dei servizi – va nettamente separata dalla “grande opera”, inutile e dannosa per il territorio e l’ambiente: la Variante, che aggirerà Madonna dell’Acqua al fine di decongestionare dal traffico pesante una zona densamente abitata, è fortemente richiesta dagli abitanti della zona, rappresenta un’opera finalizzata all’alleggerimento della pressione su una frazione con un’importante presenza di abitazioni. Perciò la sua realizzazione ha un obiettivo definito e mirato che va tenuto nettamente distinto dal progetto di Tangenziale.

La nostra contrarietà alla Tangenziale ha carattere politico, ma è stata rafforzata dalle criticità tecniche e ambientali espresse nelle note dell’ARPAT per alcune parti del progetto Tangenziale Nord-Est, per cui è stato ravvisato il rischio di inquinamento acustico nei lotti 3-5 e 10-12 (rispettivamente riferiti ai quartieri Passi-Gagno e tra via di Cisanello e Ghezzano), non controllabile neppure con apposite barriere. La relazione tecnica dell’ARPAT, che rende l’opera irrealizzabile, rafforza la nostra posizione di contrarietà alla realizzazione dell’opera complessiva, funzionale ad un modello di sviluppo – contro cui ci battiamo – fondato su cementificazione, erosione e sfruttamento del territorio per interessi economico-commerciali che non tengono conto dei reali bisogni sociali degli abitanti dei Comuni interessati e, più in generale, esulano dagli interessi prioritari dei settori popolari.

Perciò il Partito della Rifondazione Comunista della Federazione di Pisa e dei circoli comunali di Pisa e San Giuliano Terme ha storicamente manifestato l’opposizione alla progettazione e realizzazione della grande opera denominata “Tangenziale nord-est”, opera faraonica inutile e dannosa per il territorio e per gli abitanti, promossa dalle amministrazioni provinciale e regionale, che avrebbe come conseguenza la devastazione del territorio causata dall’apertura di una viabilità che attirerebbe nuovi flussi di traffico, la cementificazione con i conseguenti nuovi massicci insediamenti urbani nel territorio del comune di SGT, che si ripercuoterebbe sulle zone limitrofe del territorio comunale di Pisa, per non parlare dell’idea di spostare di alcune centinaia di chilometri a nord il tracciato per eludere il nodo dell’attraversamento dell’Acquedotto Mediceo che rende l’Opera irrealizzabile.

Queste ragioni sono state ribadite nei programmi di RC alle ultime elezioni amministrative e proposte come posizioni del partito nelle diverse liste ed alleanze con cui ci siamo presentati alla scadenza delle elezioni amministrative. Ribadiamo dunque la netta contrarietà alla “Tangenziale nord-est” e insistiamo nello stralcio della Variante dell’Aurelia, limitatamente alle zone di Madonna dell’Acqua e Porta a mare, dal resto del progetto, per rispondere alle esigenze della cittadinanza decongestionando le aree abitate che insistono sull’Aurelia con opere e varianti leggere, di tipo urbano, finalizzate alla riqualificazione della viabilità locale alternativa e dei territori limitrofi, preservando il territorio da opere di grande viabilità ad alto consumo di suolo e dal grande impatto inquinante, dall’impatto devastante e dai costi economici, ambientali, territoriali e urbanistici enormi, che ricadrebbero negativamente sulle comunità e sui cittadini dei comuni interessati.

Il nostro obiettivo è la riqualificazione della viabilità, tramite una progettazione alternativa di opere circoscritte e linee di comunicazione a basso impatto inquinante, anche ripensando complessivamente l’utilizzo delle risorse da investire in forme alternative al trasporto privato su gomma, potenziando linee ferroviarie e mezzi pubblici.

Rifondazione Comunista Federazione di Pisa

Rifondazione Comunista – Circoli di San Giuliano Terme

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🔴 SANITÀ: CONTINUANO I TAGLI E LE PRIVATIZZAZIONI IN TOSCANA MENTRE SI AUMENTA LA SPESA MILITARE

📌 Sosteniamo e condividiamo le preoccupazioni espresse durante la manifestazione di oggi davanti l’ospedale di #Cisanello da parte del sindacato COBAS e dal Comitato per la difesa della Sanita’ Pubblica: da tempo il sistema sanitario è sotto lo scacco di #tagli pesantissimi e di una progressiva #privatizzazione a livello nazionale e anche in #Toscana.

Sono anni che ribadiamo l’urgenza di un piano di stabilizzazione del personale in sanità: non più contratti “#precari” ma stabili, a tempo indeterminato, necessari per garantire il buon funzionamento dei servizi, per potenziare e riqualificare il servizio sanitario regionale, sia quella ospedaliero che territoriale.

La #pandemia ha messo in luce le gravi lacune e sofferenze a cui nel tempo è stato sottoposto il nostro sistema sanitario, a causa dei ripetuti tagli e alle scelte strutturali/organizzative poste in essere dal centro-sinistra che governa la Regione prima con Enrico Rossi ed ora con il Presidente Eugenio Giani.

In queste settimane la tragica situazione in #Ucraina ha dato poi il pretesto al governo filo-#NATO di #Draghi (con l’attivismo interventista del #PD e l’ipocrisia della #Lega) per aumentare del 2% le #spesemilitari, 104 mln al giorno, 13 mld all’anno per un totale di quasi 40 mld.

Quante assunzioni, quante strutture ospedaliere, quanti presidi territoriali, quanti ambulatori per la medicina territoriale si potrebbero realizzare con queste risorse?

La ricostruzione del #SistemaSanitarioNazionale deve essere la priorità, per superare la frammentazione regionale che ha creato disastri evidenti con i disinvestimenti e le privatizzazioni che le Regioni hanno attuato.

Gli ulteriori tagli alla #sanità che si annunciano in #RegioneToscana non lasciano intravedere soluzioni al grave problema della stabilizzazione del personale precario, né delle assunzioni di personale indispensabile per sanare la carenza cronica di organico.

Nulla è cambiato! Nonostante le promesse fatte, si ignora l’urgenza di effettuare le migliaia di assunzioni inderogabili, di mettere in sicurezza il nostro servizio sanitario, i cittadini le cittadine, i lavoratori e le lavoratrici.

Da tempo manca un investimento strutturale e organizzativo in servizi e soprattutto in personale a conferma della volontà a non investire nel servizio sanitario pubblico, e anzi continuarne la destrutturazione, dirottando sempre di più risorse e attività proprie verso il privato e ricorrendo all’utilizzo di lavoratori di agenzie interinali o alla meglio con contratti a tempo determinato.

Rinnoviamo la nostra solidarietà e il nostro pieno appoggio ai lavoratori e alle lavoratrici della sanità pubblica per tutte le azioni di lotta che saranno intraprese per il lavoro e per la tutela del servizio sanitario pubblico.

Partito della Rifondazione Comunista – Pisa

Una città in comune

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