PER QUANTO ANCORA … FERMIANO LE STRAGI DA LAVORO

Una nuova vittima nella nostra provincia, a Santa Croce, un uomo schiacciato da un’escavatrice, evidentemente in una situazione priva di dispositivi di sicurezza adeguati. L’ennesima “morte bianca”, come ipocritamente si definiscono le morti sul lavoro, che si aggiungono ad altre tre vittime di ieri in altre regioni, in una continua scia di sangue che pare impossibile fermare. Eppure, è evidente che ci sono responsabilità umane, di chi ha il controllo e la proprietà delle aziende e dei cantieri in cui si svolgono attività rischiose, con macchinari troppo spesso non controllati o addirittura manomessi per poter accelerare le operazioni e accumulare guadagni e profitti (non sempre neppure lauti, talvolta miseri, ma comunque sempre inaccettabili rispetto ai rischi che si fanno correre a lavoratori e lavoratrici).

È  un vero e proprio stillicidio di morti da lavoro, che pesano sulla coscienza di tutti, noi compresi che non riusciamo a trovare il modo di fermare questa strage e continuiamo a esprimere il dolore e l’angoscia per responsabilità sociali e umane: non è un destino, né tantomeno qualcosa di “accidentale”, semmai si possano considerare casuali gli aumenti di incidenti gravi e letali, l’incremento di malattie professionali, le mutilazioni e le conseguenze sulla salute dovute a lavori usuranti (troppo spesso non riconosciuti).

È ora di uscire dall’indignazione, reagire e chiedere decisamente di ridefinire e applicare gli strumenti normativi, giuridici e di controllo per fermare le tragedie del lavoro: avviare piani straordinari di carattere nazionale e regionale per l’assunzione massiccia di personale negli ispettorati del lavoro e nelle ASL; effettuare controlli costanti e a tappeto nelle aziende e sui cantieri;  contrastare gli interessi privati e denunciare le responsabilità politiche che gravano pesantemente sui diritti di lavoratori e lavoratrici; creare organismi di controllo operaio interno nelle aziende, nei magazzini, nei cantieri. 

Se non si ricrea una coscienza di classe e di solidarietà che tuteli e difenda i soggetti più ricattabili costretti a lavorare senza sicurezza o con orari indefiniti, difficilmente potranno essere sconfitti sfruttamento e logica del profitto che dominano come unici principi sul mondo del lavoro.

Rifondazione Comunista sarà sempre a fianco di lavoratori e lavoratrici e lavorerà per costruire una mobilitazione necessaria a far finire questa vergogna che insanguina i nostri territori.

Giovanni Bruno
Per Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa

Mobilitazioni sociali e antifascismo. RC aderisce alla manifestazione di sabato 16 ottobre a Roma

Le tensioni sociali accumulate con le politiche di austerità seguite alla crisi finanziaria 2007-2008 e aggravatesi con la crisi sanitaria, pandemica e sindemica, del Covid19 si vanno aggravando.

La vile aggressione fascista alla CGIL di sabato scorso evidenzia che vi sono forze eversive pronte a cavalcare il malcontento sempre più diffuso e profondo in larghe fasce della popolazione, con i partiti di destra Lega e Fratelli d’Italia che lucrano e strumentalizzano la protesta a fini elettoralistici.

Per questo la Federazione di Pisa di Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione antifascista convocata a Roma sabato prossimo 16 ottobre.

Tuttavia, non esiste solamente la deriva scomposta a destra, che sfrutta il malessere diffuso e profondo dei settori popolari, ma anche una mobilitazione sociale e di classe che sta emergendo sempre di più in opposizione alle politiche filo-padronali, dettate dall’UE, del governo Draghi.

Lo sblocco dei licenziamenti e le procedure di mobilità (oltretutto con modalità inaccettabili) in aziende simbolo come GKN, Whirpool, Alitalia, hanno provocato reazioni decise e determinate tra lavoratori e lavoratrici, che hanno messo in moto iniziative su più piani (sindacale, legale, sociale, di piazza) e creato le condizioni per mobilitazioni generali e coinvolgimento attorno a queste vertenze.

Lunedì 11 ottobre si è svolto lo sciopero dei sindacati di base, con una piattaforma articolata e incentrata sui diritti del lavoro dipendente e precario, sulla richiesta di investimenti su sanità scuola università ricerca pubbliche, contro i licenziamenti e gli sfratti, contro le discriminazioni tra cittadini italiani e cittadini stranieri e migranti. Un passo ulteriore verso una mobilitazione generale e generalizzata che rimetta al centro il lavoro, indichi le priorità sociali e strategiche per gli investimenti del PNRR, affinché si blocchino gli incontrollati rincari delle bollette e del caro-vita, offrano rinnovi contrattuali con incrementi salariali consistenti, non vadano ad incrementare i profitti, ma permettano di soddisfare i bisogni della collettività e soprattutto delle fasce popolari.

Nella nostra città i segnali di crisi si moltiplicano, con chiusure di attività, licenziamenti continui da parte di rapaci multinazionali (l’ultimo episodio: le procedure di mobilità di 29 lavoratori alla Saint Gobain): anche il nostro territorio è stato devastato dai processi di deindustrializzazione che la crisi dei prossimi mesi aggraverà, provocando disagio e impoverimento della collettività.

Come Rifondazione Comunista ci battiamo da sempre per la chiusura di Casa Pound e Forza Nuova, organizzazioni neofasciste, antidemocratiche e incompatibili con il dettato costituzionale antifascista. Evidenziamo inoltre la necessità di coniugare l’antifascismo all’opposizione sociale, per impedire la saldatura tra malcontento popolare ed eversione neofascista: perciò siamo a fianco delle mobilitazioni di classe conflittuali e schierati contro qualsiasi violenza squadrista come quella subita dalla CGIL a Roma.

Per la Federazione PRC di PIsa
Giovanni Bruno

RIFIUTI, AMBIENTE, TERRITORIO: OCCORRE UN MODELLO ALTERNATIVO ALLE PROSSIME AMMINISTRATIVE

COMUNICATO STAMPA RIFONDAZIONE COMUNISTA FEDERAZIONE DI PISA
In Toscana la politica è malata, e i sintomi sono lo spregio per il bene generale, l’abbandono dell’interesse pubblico e insieme l’ossequio ai poteri forti, che lambiscono pericolosamente confini permeabili alle penetrazione criminale.

Le vicende giudiziarie che hanno investito i vertici del Partito Democratico su scala regionale e provinciale per lo smaltimento di rifiuti speciali chimici KEU nella zona del cuoio sono emblematiche della degenerazione di un sistema di potere votato completamente al neo-liberismo e sottomesso alle logiche aziendali del mercato e del profitto.
È uno spettacolo inverecondo, che chiama in causa il sistema di potere proiettato sul piano politico-istituzionale e le forze politiche che hanno governato la nostra Regione per decenni. Le inchieste sullo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e non, sui trasporti, su aziende pubbliche, la caparbia intenzione di portare avanti progetti già bocciati dai tribunali come quello dell’aeroporto di Firenze, lo svelamento dei finanziamenti bipartisan a politici da parte degli stessi poteri forti: tutto questo non ha prodotto quasi nessun passo indietro, e i protagonisti di queste vicende, tra
cui figure istituzionali del PD su scala provinciale e regionale, implicati nelle indagini, restano al loro posto.
La responsabilità penale è personale, ma è evidente che è emerso un “sistema” diffuso di responsabilità politiche non giustificabili: occorre una nuova prospettiva che scardini questo sistema di potere e le fin troppe somiglianze che, al di là della presentazione formale e istituzionale, si vanno palesando tra le amministrazioni di destra e quelle di centrosinistra sul piano della gestione del territorio, dell’ambiente, delle relazioni con le aziende e le imprese edili.

Sul piano dei rifiuti e della depurazione assistiamo a ritardi e inefficienze sempre più diffusi delle amministrazioni locali che fanno temere possano ripetersi “scoperte” simili a quelle avvenute nella zona del cuoio per la gestione e lo smaltimento di rifiuti semplici e speciali, o per la cura del territorio, la manutenzione e la tutela ambientale.

Oggi sono in ballo la salute, l’ambiente, la sana gestione di servizi pubblici essenziali, e non è accettabile l’opacità politica e l’assenza di effettivo controllo democratico (su scelte e gestione) che tuteli l’intesse dei cittadini e non gli appetiti di guadagno: siamo alla vigilia di un appuntamento elettorale che lambirà parzialmente la nostra provincia, con le elezioni nei comuni di Santa Luce, Buti e soprattutto Vecchiano, ma le vicende esplose nella cronaca in questi mesi ci restituiscono una responsabilità politica decisiva affinché non si ripetano più situazioni così gravi.

Nei territori della nostra provincia si sono già verificate situazioni di gravissimo inquinamento sia ambientale che
politico-sociale: è assolutamente necessario che, prima dell’appuntamento elettorale nei pochi comuni interessati, vi sia una ricognizione di quanto fatto dalle amministrazioni per avere una trasparenza assoluta rispetto alla gestione dei servizi e del territorio, ed evitare qualsiasi opacità o mancanza di informazioni.
È fondamentale che siano assunte posizioni chiare e inequivocabili sul piano programmatico, in modo da impedire che ci possano essere nuovi episodi di collusione o il cedimento della politiche amministrative locali agli interessi di aziende nazionali o multinazionali, o peggio ancora alla penetrazione di criminalità che approfitta della permeabilità
di un sistema votato al mercato. Il ripristino della priorità dell’interesse pubblico, con l’osservazione costante da parte dei cittadini e l’impegno per il rinnovamento degli impianti di depurazione e smaltimento sostenibile, è il punto di partenza per una amministrazione alternativa al sistema di potere decennale rivelatosi impresentabile.

Rifondazione Comunista intende chiarire con la cittadinanza che i nostri programmi sono imperniati sulla lotta agli interessi forti della speculazione e del profitto: è la condizione per confrontarsi con le altre forze politiche e sociali sulla base di punti programmatici che valorizzino le peculiarità dei territori e rafforzino il controllo da parte dei cittadini e delle cittadine, svincolandosi dalle esigenze del mercato e mettendo in primo piano l’interesse pubblico
rispetto a quello privato.

25 aprile: uno striscione da ogni finestra!

Anche quest’anno, causa covid, non sarà possibile festeggiare il 25 aprile come abbiamo sempre fatto occupando le strade e le piazze di ogni città.

E’ necessario però che questa data non passi inosservata o nel dimenticatoio e bisogna dare un segnale che i valori della resistenza sono ancora oggi attuali.

Nel pieno rispetto delle normative invitiamo tutti ad appendere domenica prossima alla propria finestra o al proprio balcone uno striscione, una bandiera, un cartello che ricordi l’antifascismo, a propria fantasia… potete scriverci “w il 25 aprile” o “ora e sempre resistenza” o qualunque cosa vi venga in mente per celebrare il giorno della liberazione dal nazifascismo.

Fate una foto e inviatecela a info@rifondazionepisa.it. Provvederemo nei giorni successivi a fare un collage delle foto e a pubblicarle online.

Così facendo uniremo simbolicamente le nostre case in un coro unanime, facciamo risuonare bella ciao, la canzone che unisce tutti i partigiani e gli antifascisti nelle nostre case.

Inoltre i giovani comunisti hanno organizzato un evento online all’indirizzo https://www.facebook.com/events/251264420031621 dove domenica a partire dalle ore 16:00 sulle pagine nazionali facebook del Partito della Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti/e, festeggeremo insieme con musica, memoria e politica questa importante giornata.

Mozione : piena autonomia e adeguate risorse economiche, umane e strumentali per ARPAT

Questo è il testo della mozione che abbiamo presentato nel 2019 e che è stata approvata dal consiglio comunale

Di seguito la mozione presentata al consiglio comunale di Pisa dal consigliere di Diritti in comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista – Possibile)

Mozione : piena autonomia e adeguate risorse economiche, umane e strumentali per ARPAT

Vista la Legge 22 giugno 2009, n. 30 “Nuova disciplina dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Toscana (ARPAT)”;

Ricordato che ARPAT garantisce, con le proprie strutture presenti in tutto il territorio regionale, le attività di prevenzione e protezione ambientale, di fondamentale importanza per il rispetto della legalità, lo sviluppo sostenibile e per la tutela della salute dei cittadini;

Considerato che per essere veramente efficace ARPAT deve poter svolgere le proprie attività istituzionali in autonomia e deve essere dotata di un numero sufficiente di risorse economiche, di personale e strumentali;

Considerato che da oltre 3 anni ARPAT attende che in Toscana venga recepita la L. 132/2016 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”;

Considerato che, come anche di recente comunicato dalle organizzazioni sindacali, il personale di ARPAT negli ultimi anni è sensibilmente diminuito fino a diventare insufficiente e con un’età media avanzata e che tale condizione, unitamente alla carenza di mezzi e strumentazioni adeguate, ha già prodotto un calo delle attività di protezione ambientale nel territorio regionale;

Considerato che la situazione di carenza numerica del personale è destinata a peggiorare a seguito dei futuri pensionamenti e solo in misura minima compensati da nuove assunzioni;

Ricordato che nel territorio della provincia di Pisa insistono varie pressioni ambientali, con criticità generate da un uso non sostenibile delle risorse naturali, da una mobilità basata principalmente sull’uso dell’auto privata e da attività industriali che hanno effetti rilevanti anche – in taluni casi – quando si svolgono in territori contigui;

Ritenuta imprescindibile la presenza dell’Agenzia nel territorio provinciale di Pisa con la piena e continua operatività delle sue strutture per rispondere alle esigenze dei cittadini, per fornire informazioni imparziali e conoscenze scientifiche di supporto alle decisioni delle amministrazioni e per intervenire in caso di emergenze ambientali

Il Consiglio Comunale si impegna

a sollecitare la Regione per il recepimento della L. 132/2016 con una nuova legge su ARPAT che le riconosca piena autonomia ed assicuri adeguate risorse economiche, umane e strumentali per l’espletamento di tutte le attività istituzionali di tutela e prevenzione ambientale in Toscana;

a chiedere che nella nuova legge ARPAT venga ripristinato un organismo di “partecipazione sociale” per consentire ai Comuni ed agli antri enti locali, alle organizzazioni sindacali, ai comitati di cittadini ed alle associazioni ambientaliste di prendere parte al processo di definizione degli obiettivi e dei programmi di attività dell’Agenzia;

a chiedere che la Regione provveda, attraverso un piano straordinario ed urgente, all’assunzione di personale, nei ruoli e nei profili necessari, per il Dipartimento di Pisa e per tutte le altre strutture di ARPAT;

a chiedere alla Direzione di ARPAT di predisporre un Piano Triennale del Fabbisogno del Personale (PTFP) 2019/2021, dimensionato per riportare la dotazione organica (di comparto e dirigenza) ai livelli almeno del 2016, individuando eventuali priorità.

impegna il Presidente del Consiglio comunale ad inviare il suddetto documento al Presidente della Regione, ai membri della giunta regionale e a tutti i gruppi consiliari della Regione Toscana.

Francesco Auletta Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile

Sistema di potere e corruzione: la via della magistratura al centrosinistra


Lo denunciamo da anni, lo evidenziamo continuamente, abbiamo sottolineato più volte che il PD ha costruito, in Toscana in particolare, un sistema di potere per garantire interessi padronali, affari a buon mercato alle imprese e profitti a speculatori: meglio della destra, tant’è vero che Giani ha vinto senza troppi patemi (nonostante la campagna per il voto utile finalizzata a escludere dal Consiglio Regionale una forza critica e non allineata di sinistra.
Abbiamo costantemente denunciato i rischi (e anche qualcosa di più) delle infiltrazioni mafiose negli appalti, a Pisa come in altre province toscane, che negli anni hanno provocato dissesti finanziari, ecomostri (le torri di Bulgarella), assegnazione di appalti a ditte indagate (AVR), e ora scopriamo anche finanziamenti illeciti per ottenere rinnovi contrattuali senza troppi condizionamenti (soprattutto per consentire lo sversamento di fanghi inquinati da parte delle concerie).
È stato svelato dalla Magistratura un verminaio ben più ignobile dei collegamenti tra politica e imprese che denunciavamo, viene svelata (per carità, tutto da verificare, ma intanto le indagini si sono aperte) una corruzione profonda del partito al potere e di Pieroni, fortemente legato al nuovo segretario nazionale (pisano di origine) Enrico Letta.
Le indagini faranno il loro corso, ma il giudizio politico sul PD e il sistema di potere che in Toscana vige da anni (e consegnato da Rossi a Giani) è inequivocabile: scelte politiche disastrose, ben lontane da qualunque concezione anche pallida di sinistra, sostegno a imprese non trasparenti e a imprenditori disposti a tutto per ottenere vantaggi.
 Occorre restituire alle politiche delle amministrazioni locali e regionale una prospettiva radicalmente nuova, che rafforzi il ruolo del pubblico e i controlli su servizi, patrimonio e beni comuni e collettivi, sottraendoli ai rapaci interessi e appetiti privati che sempre più spesso espongono le comunità territoriali e la cittadinanza alle infiltrazioni criminali.

Coordinamento Provinciale Federazione PRC di Pisa

Concetto di corruzione e corruzione, corruzione sotto forma di banconote da  un dollaro, uomo d'affari che dà soldi mentre fa accordi per un contratto  immobiliare e una società finanziaria . — Denaro,

Continua od inizia a finanziare Rifondazione Comunista

L19 sostieni rifondazione

Si avvicina anche quest’anno la dichiarazione dei redditi, e con essa la possibilità di donare il 2, il 5 o l’8 per mille della propria imposta sul reddito.

Rispetto agli scorsi anni non ci sono modifiche per quanto riguarda il 5×1000 da destinare agli enti del terzo settore, ovvero quelli che operano in ambito di interesse sociale, né per quanto riguarda l’8×1000 da destinare allo stato o ad una confessione religiosa che ha firmato il protocollo d’intesa.

Cambia invece la normativa per la destinazione del 2×1000 che fino allo scorso anno era riservato al finanziamento ai partiti, da quest’anno sarà possibile destinare il 2×1000 anche alle associazioni culturali. Le due scelte non sono alternative, ciò vuol dire che se hai deciso di destinare il 2×1000 ad un’associazione culturale puoi comunque continuare a destinare il 2×1000 anche a Rifondazione Comunista.

Durante la dichiarazione dei redditi ti basterà scrivere L19 ed apporre la firma nell’apposito riquadro per devolvere il 2×1000 della propria imposta sul reddito a favore del nostro partito.

Questo non comporterà per te nessun costo aggiuntivo ma ci permetterà di avere un finanziamento per poter portare avanti, con forza, la nostra battaglia politica.

🔴 NUOVO PRESIDENTE E POLITICA GARANTISCANO LE PRIORITA’ PER IL PARCO.

📌 Nato alla fine degli anni settanta, in risposta alle tante pressioni di urbanizzazione dei polmoni verdi, il Parco fermò la cementificazione di una tra le più belle aree boscate mediterranee. Oggi è un valore enorme per le comunità nel suo intorno e non solo. In occasione del rinnovo della Presidenza del Parco, come di solito, iniziano le varie pressioni politiche da parte degli amministratori dei comuni interessati. In particolare gli amministratori di Viareggio e Pisa premono per una sua gestione sempre meno restrittiva e più permissiva.
Si sta cercando di sdoganare il concetto che il parco debba essere fonte di redditività con “Cavalli di Troia” più o meno camuffati, un esempio per tutti: la ciclopista tirrenica che il comune di Viareggio vuole far passare attraverso la riserva naturale della Lecciona. Con tale infrastruttura si tenta di scardinare la difesa ambientale che il parco rappresenta. Lo stesso Parco propone, nel suo Piano, che la ciclovia passi all’interno di San rossore, in forma sopraelevata, lungo il vialone che congiunge “La Sterpaia con Cascine Nuove.
Una ciclopista è una via di comunicazione, alla pari di strade e ferrovie e pertanto deve svolgere l’importante compito di trasferire persone da un luogo all’altro e non quello di turbare l’equilibrio ambientale esistente. La ciclopista dovrebbe, a nostro avviso, seguire percorsi a basso impatto ambientale quali per esempio, il viale dei Tigli, correre lungo la linea ferroviaria all’interno del territorio vecchianese, e interessare le aree pre-parco di San Rossore.
La redditività reale si persegue tutelando il territorio del parco e preservando la sua integrità, non alterandolo. Si intervenga sulle acque inquinate del Fiume Morto, che attraversando il cuore del parco di San Rossore raggiunge il mare. Questo canale, oltre ad accogliere le acque provenienti dal depuratore riceve molti scarichi abusivi che raccoglie sia lungo il suo corso che dal fosso Marmigliaio e da altri. Il turista che percorre Via Pietrasantina per accedere a Pisa è accolto dal biglietto da visita costituito dai miasmi fognari.
Si intervenga realmente sui problemi che affliggono il parco, a partire dal Lago di Massaciuccoli, luogo suggestivo e fiabesco, amato da Puccini, con le sue acque ormai purtroppo altamente inquinate, non attraverso la realizzazione del “tubino”, che non serve a niente, ma con il progressivo riallagamento delle bonifiche e della riconversione della loro agricoltura in una meno impattante.
Da non dimenticare che coloro che lo custodivano in maniera egregia “pescatori e cacciatori”, questi ultimi esclusi dalle leggi del parco, si sono allontanati lasciando tutto in abbandono . Non è vero in questo caso che la natura si preserva da sé I cacciatori ed i pescatori avevano un ruolo fondamentale, lo sapeva bene la contessa Matilde che fece dono del padule di Vecchiano per uso civico di caccia, pesca e taglio della vegetazione. I cacciatori e i pescatori, mantenendo puliti fossetti e tagliando le cannelle favorivano nel primo caso il ricircolo dell’acqua e nel secondo il processo di fitodepurazione, perché una volta tagliate le cannelle, rinascendo continuavano il loro lavoro naturale. Quanto detto non deve fare intendere che si debba riaprire la caccia nel parco o non regolarizzare la pesca, ma che è necessario che l’Ente Parco effettui le dovute manutenzioni sul territorio.
Rifondazione Comunista chiede alla politica ed ai suoi candidati di farsi carico delle vere priorità del parco. Per questo motivo chiediamo alla Regione e alla comunità del parco di preservarlo e svilupparlo secondo i presupposti e gli obbiettivi originari! La ricchezza del territorio è strettamente legata alla conservazione dello stato ambientale del parco stesso.



Rifondazione Comunista – Circoli di Vecchiano e San Giuliano Terme

Solidarietà ai lavoratori ex-avr in presidio

Solidarietà ai lavoratori ex-avr in presidio

Questa settimana inizierà un presidio permanente davanti al cantiere AVR di Ospedaletto, da parte dei lavoratori dell’igiene urbana che poche settimane fa sono passati all’appalto Geofor.

Già decine di lavoratori hanno fatto questo passaggio nei mesi scorsi, da aziende che applicavano contratti peggiorativi essendo in sotto appalti: il passaggio da AVR, invece, avviene tramite un cambio appalto da parte del Comune, dopo che l’azienda AVR ha evidenziato ripetutamente problemi economico-finanziari scaricati regolarmente sui lavoratori nei mesi scorsi con ritardi sempre più gravi nei pagamenti dei salari o nell’inadempienza a versare il quinto dello stipendio richiesto da alcuni. Il comportamento dell’azienda AVR si è reso sempre più insopportabile, e l’arroganza è aumentata quanto più sono emersi problemi giudiziari in altre regioni che hanno evidenziato come non sia più (se mai lo è stata) un’azienda affidabile per i cittadini, oltre che per i lavoratori.

Il passaggio in Geofor, però, non è risultato indolore: la perdita dell’appalto con il Comune di Pisa ha provocato una reazione ingiustificabile nell’AVR, che sta cercando di boicottare questa scelta con una ritorsione contro i lavoratori non accettando i licenziamenti e rifiutando di pagare il TFR e gli istituti contrattuali arretrati. L’azienda si è inoltre resa protagonista negli ultimi mesi di licenziamenti mirati e intimidatori, contro delegati sindacali e un lavoratore con disabilità: un comportamento riprovevole e vergognoso, oltre che scorretto.

Questo comportamento è inaccettabile: l’AVR è un’azienda che negli ultimi due anni ha creato danni con le proprie condotte provocatorie e arroganti, e la cui situazione risulta opaca e ambigua sul piano giudiziario.

Come Rifondazione Comunista appoggiamo la lotta promossa dai lavoratori ex-AVR, e sostenuta da Cobas Lavoro Privato, per ottenere il riconoscimento e il pagamento immediato di quanto dovuto dall’azienda, in termini di salario e di trattamento di fine rapporto.

Chiediamo che l’Amministrazione Comunale intervenga per indurre l’AVR a più miti consigli, a fronte di comportamenti inconcepibili, scorretti e lesivi degli interessi dei lavoratori.

Mai più fascismo e nazismo: raggiunte le 50.000 firme

Sono state raggiunte e superate le 50.000 firme necessarie a far arrivare in Parlamento la proposta di legge d’iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista presentata in Cassazione il 19 ottobre dal sindaco del Comune di Stazzema Maurizio Verona e dal comitato promotore.

Il nostro partito da subito si è mobilitato, con le altre forze antifasciste, per istituire banchetti ed invitare i compagni a firmare questa lodevole iniziativa e siamo contenti del risultato ottenuto. Fino al 31 marzo sarà possibile recarsi nel proprio comune a firmare questa proposta di legge che prevede di istituire pene per chi inneggi con gesti richiamanti i regimi nazisti e fascisti o chi ne venda simboli. Più firme ci sono e maggiore sarà il peso politico della proposta presentata, per questo invitiamo chi ancora non lo avesse fatto a firmare.

Il fatto che, nonostante la pandemia in corso, si siano raggiunte in poco tempo le firme necessarie per portare in parlamento questa proposta di legge popolare, significa che negli italiani è ancora forte e radicato il valore dell’antifascismo che dovrebbe essere praticato sempre da chi fa politica.

E’ paradossale che il popolo si mobiliti su questo fronte, mentre il centrosinistra siede allo stesso tavolo dei fascioleghisti nel governo. Il centrosinistra deve essere conseguente nelle politiche economico-sociali oltre che sul piano politico, per un antifascismo sostanziale e non solo formale. E’ necessario ricostruire una sinistra di classe che non faccia accordi con la destra e con i fascisti e che torni a rappresentare la classe dei lavoratori che da sempre in Italia si fonda sui valori dell’antifascismo e che rappresenti un’alternativa vera al governo Draghi.