RIFONDAZIONE COMUNISTA DELLA PROVINCIA DI PISA NON SOSTIENE LISTE NÉ CANDIDATE/I, NÉ VOTA ALLE ELEZIONI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE

La notizia riportata da La Nazione nella cronaca del Lungomonte rispetto alla posizione di Rifondazione Comunista sulle elezioni del Consiglio Provinciale non rispecchia la scelta che il nostro partito ha fatto a livello provinciale.

La Federazione provinciale di Pisa si è infatti espressa, e comunicato pubblicamente, che non parteciperà alle votazioni di secondo livello per il Consiglio Provinciale: le motivazioni sono state già spiegate nel comunicato che abbiamo diffuso pochi giorni fa.

Di conseguenza, la decisione dei consiglieri e consigliere dei Comuni del Lungomonte di sostenere attivamente e la candidatura (peraltro degnissima) di Sondra Cerrai nella lista di centrosinistra è una scelta in netto contrasto con l’indicazione del partito a livello Federale.

Poiché di tratta di una elezione provinciale, la decisione non spetta ai singoli circoli, ma alla Federazione: gli accordi politici comunali o di zona, fondati sull’autonomia dei circoli, secondo l’attuale Statuto (che tra l’altro verrà a breve sostituito da uno nuovo che non prevederà più tale autonomia), non possono essere trasferiti al livello provinciale senza che vi sia una approvazione del Comitato Politico Federale, il quale si è espresso in maniera contraria.

Ribadiamo pertanto che la posizione della Federazione di Rifondazione Comunista è di non aderire a liste, né di sostenere candidate/i, né di partecipare alle votazioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale che si terranno domenica 12 dicembre.

Le/i consigliere/i che faranno scelte diverse lo faranno a titolo del tutto personale, con la consapevolezza di assumersi la responsabilità di una contrapposizione alla linea decisa dal partito.

La Segreteria Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Pisa

Elezioni di secondo livello per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Pisa

Domenica 12 dicembre p.v. si terranno le elezioni per rinnovare i Consigli Provinciali, votazioni limitate a consiglieri/e eletti/e nei Consigli Comunali. Il Consiglio Provinciale dunque non esprimerà la volontà dei cittadini, ma rappresenterà gli equilibri stabiliti nei Consigli Comunali dalla legge maggioritaria con cui sono eletti.

Dopo la riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001 e la Legge Delrio del 2014, le Province sono state trasformate in “enti di area vasta”, con competenze ridotte al minimo e i Consigli Provinciali eletti non da cittadini/e, ma dai Consiglieri/e dei Comuni.

Rifondazione Comunista si è sempre battuta contro questo scippo di democrazia e di rappresentanza per cittadine e cittadini, che non possono esprimere direttamente con il voto i propri rappresentanti nel Consiglio Provinciale.

Inoltre, cittadini e cittadine hanno votato contro la riforma costituzionale voluta da Renzi per abolire Province e Senato nel Referendum confermativo confermativo del 4 dicembre 2016: da allora Rifondazione Comunista propone il ripristino del voto popolare diretto di primo livello, con sistema proporzionale, per l’elezione dei Consigli Provinciali.

Coerentemente con questa posizione, Rifondazione Comunista rinnova la decisione, già adottata alla precedente edizione, di non partecipare in alcuna forma alle elezioni del Consiglio Provinciale: pur auspicando che chi sarà eletto/a nel prossimo CP risponda ai bisogni reali della cittadinanza (scuole, strade, trasporto pubblico locale) e si adoperi per
restituire il pieno diritto di voto a cittadini/e, invitiamo consiglieri e le consigliere eletti/e con il sostegno di RC a non aderire ad alcuna lista e a non partecipare alle votazioni.

La Segreteria Provinciale del PRC – Federazione di Pisa

È SEMPRE TEMPO DI RIVOLUZIONE

🔴 A 104 anni dalla presa del Palazzo d’Inverno, celebriamo la prima delle nostre #Rivoluzioni con filmati, scritti, un brindisi e un apericena tra compagni e compagne


🌟 La sede provinciale di via Picotti 19, Pisa, sarà aperta a partire dalle ore 17:00 per condividere questa giornata di unità con tutte le componenti comuniste che vorranno partecipare: dalle lotte di ieri a quelle di oggi! #INSORGIAMO


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Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa
Giovani Comunisti/e Pisa



Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "È SEMPRE TEMPO DI RIVOLUZIONE A 104 anni dalla presa del Palazzo d'Inverno Celebriamo insieme le nostre Rivoluzioni con video, scritti e un bicchiere in compagnia DOMENICA 7 NOVEMBRE 2021 a partire dalle ore17:00 NELLA SEDE PROVINCIALE di via Picotti 19, Pisa Con la partecipazione di tutte le realtà comuniste presenti INSORGIAMO RIFONDAZIONE HANN PARTIO COMUNISTIAL Q PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA- Federazione di Pisa www.rifondazionepisa.it info@rifondazionepisa.it Rifondazione Comunista Pisa"

IL VICOLO CIECO DELLA GIUNTA DI CASCIANA TERME-LARI

In queste settimane si sono addensati, ormai in maniera inestricabile, i contrasti nella Giunta del Comune di Casciana Terme-Lari guidata dal Sindaco Mirko Terreni.

In pochi giorni sono arrivati al pettine nodi programmatici e politici che erano stati evidenziati a più riprese dalla componente di sinistra in appoggio a Terreni.

Sono così maturate le dimissioni del consigliere della lista “Per una svolta in Comune” Valerio Bandini e il ritiro da parte del Sindaco delle deleghe all’Assessora ai Lavori Pubblici e alle Politiche Abitative, Marianna Bosco, “punita” per aver sollevato il problema della mancata attuazione dei punti del programma concordati e aver chiesto un confronto in Consiglio, al termine del quale avrebbe rassegnato le dimissioni qualora non fossero state garantite le condizioni per cui era entrata in Giunta.

 Le questioni fondamentali su cui è maturata la rottura con il centrosinistra (PD e PSI) sono i continui rinvii dell’attuazione del programma o nello slittamento delle priorità o della interpretazione di come attuarlo: in gioco sul territorio ci sono la costituzione di un nuovo presidio sanitario, la reinternalizzazione del trasporto pubblico locale, l’individuazione di locali più idonei per la caserma di vigili del fuoco, l’impegno per il nuovo polo scolastico a Perignano, infine il mantenimento del controllo pubblico sulle Terme di Casciana.

Su questi punti, chiari e qualificanti, si è prodotta la rottura con il Sindaco Terreni: anziché una chiarificazione e risposte a questioni nel merito, è arrivata la revoca da parte del Sindaco delle deleghe all’Assessora Bosco, segno evidente della non volontà di aprire il confronto e semmai di chiudere prima possibile l’esperienza amministrativa con la sinistra.

La rottura è dunque avvenuta su questioni fondamentali per una amministrazione comunale, che dovrebbe intercettare i bisogni sociali e materiali della cittadinanza e per cui occorre una gestione pubblica a difesa dei beni comuni, piuttosto che un lasciarsi trascinare da interessi privati i cui appetiti troppo spesso contrastano con l’interesse comune.

È questa linea di demarcazione che definisce una linea politica e un orientamento “di sinistra”, non certo le alchimie elettorali e spartitorie all’interno dei consigli comunali o di qualunque assemblea elettiva.

Il senso politico di questa vicenda è purtroppo desolante: il PD, azionista di maggioranza della Giunta Terreni a Casciana Terme-Lari, mostra in questo caso mancanza di volontà a confrontarsi con posizioni rivolte agli interessi dei settori più bisognosi della cittadinanza: un esempio di come sia fortemente restio a intraprendere indirizzi di svolta reale, rimanendo legato alle logiche imposte dal mercato.

Auspichiamo che nel Consiglio Comunale di Casciana Terme-Lari si costituisca adesso una forte opposizione a sinistra della maggioranza che incalzi la Giunta e il Sindaco sugli obiettivi che non sono stati realizzati, e soprattutto sia riferimento nelle istituzioni per quei settori sociali che necessitano di una vera prospettiva alternativa a sinistra.

Giovanni Bruno
Segretario PRC Federazione di Pisa

PER QUANTO ANCORA … FERMIANO LE STRAGI DA LAVORO

Una nuova vittima nella nostra provincia, a Santa Croce, un uomo schiacciato da un’escavatrice, evidentemente in una situazione priva di dispositivi di sicurezza adeguati. L’ennesima “morte bianca”, come ipocritamente si definiscono le morti sul lavoro, che si aggiungono ad altre tre vittime di ieri in altre regioni, in una continua scia di sangue che pare impossibile fermare. Eppure, è evidente che ci sono responsabilità umane, di chi ha il controllo e la proprietà delle aziende e dei cantieri in cui si svolgono attività rischiose, con macchinari troppo spesso non controllati o addirittura manomessi per poter accelerare le operazioni e accumulare guadagni e profitti (non sempre neppure lauti, talvolta miseri, ma comunque sempre inaccettabili rispetto ai rischi che si fanno correre a lavoratori e lavoratrici).

È  un vero e proprio stillicidio di morti da lavoro, che pesano sulla coscienza di tutti, noi compresi che non riusciamo a trovare il modo di fermare questa strage e continuiamo a esprimere il dolore e l’angoscia per responsabilità sociali e umane: non è un destino, né tantomeno qualcosa di “accidentale”, semmai si possano considerare casuali gli aumenti di incidenti gravi e letali, l’incremento di malattie professionali, le mutilazioni e le conseguenze sulla salute dovute a lavori usuranti (troppo spesso non riconosciuti).

È ora di uscire dall’indignazione, reagire e chiedere decisamente di ridefinire e applicare gli strumenti normativi, giuridici e di controllo per fermare le tragedie del lavoro: avviare piani straordinari di carattere nazionale e regionale per l’assunzione massiccia di personale negli ispettorati del lavoro e nelle ASL; effettuare controlli costanti e a tappeto nelle aziende e sui cantieri;  contrastare gli interessi privati e denunciare le responsabilità politiche che gravano pesantemente sui diritti di lavoratori e lavoratrici; creare organismi di controllo operaio interno nelle aziende, nei magazzini, nei cantieri. 

Se non si ricrea una coscienza di classe e di solidarietà che tuteli e difenda i soggetti più ricattabili costretti a lavorare senza sicurezza o con orari indefiniti, difficilmente potranno essere sconfitti sfruttamento e logica del profitto che dominano come unici principi sul mondo del lavoro.

Rifondazione Comunista sarà sempre a fianco di lavoratori e lavoratrici e lavorerà per costruire una mobilitazione necessaria a far finire questa vergogna che insanguina i nostri territori.

Giovanni Bruno
Per Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa

Mobilitazioni sociali e antifascismo. RC aderisce alla manifestazione di sabato 16 ottobre a Roma

Le tensioni sociali accumulate con le politiche di austerità seguite alla crisi finanziaria 2007-2008 e aggravatesi con la crisi sanitaria, pandemica e sindemica, del Covid19 si vanno aggravando.

La vile aggressione fascista alla CGIL di sabato scorso evidenzia che vi sono forze eversive pronte a cavalcare il malcontento sempre più diffuso e profondo in larghe fasce della popolazione, con i partiti di destra Lega e Fratelli d’Italia che lucrano e strumentalizzano la protesta a fini elettoralistici.

Per questo la Federazione di Pisa di Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione antifascista convocata a Roma sabato prossimo 16 ottobre.

Tuttavia, non esiste solamente la deriva scomposta a destra, che sfrutta il malessere diffuso e profondo dei settori popolari, ma anche una mobilitazione sociale e di classe che sta emergendo sempre di più in opposizione alle politiche filo-padronali, dettate dall’UE, del governo Draghi.

Lo sblocco dei licenziamenti e le procedure di mobilità (oltretutto con modalità inaccettabili) in aziende simbolo come GKN, Whirpool, Alitalia, hanno provocato reazioni decise e determinate tra lavoratori e lavoratrici, che hanno messo in moto iniziative su più piani (sindacale, legale, sociale, di piazza) e creato le condizioni per mobilitazioni generali e coinvolgimento attorno a queste vertenze.

Lunedì 11 ottobre si è svolto lo sciopero dei sindacati di base, con una piattaforma articolata e incentrata sui diritti del lavoro dipendente e precario, sulla richiesta di investimenti su sanità scuola università ricerca pubbliche, contro i licenziamenti e gli sfratti, contro le discriminazioni tra cittadini italiani e cittadini stranieri e migranti. Un passo ulteriore verso una mobilitazione generale e generalizzata che rimetta al centro il lavoro, indichi le priorità sociali e strategiche per gli investimenti del PNRR, affinché si blocchino gli incontrollati rincari delle bollette e del caro-vita, offrano rinnovi contrattuali con incrementi salariali consistenti, non vadano ad incrementare i profitti, ma permettano di soddisfare i bisogni della collettività e soprattutto delle fasce popolari.

Nella nostra città i segnali di crisi si moltiplicano, con chiusure di attività, licenziamenti continui da parte di rapaci multinazionali (l’ultimo episodio: le procedure di mobilità di 29 lavoratori alla Saint Gobain): anche il nostro territorio è stato devastato dai processi di deindustrializzazione che la crisi dei prossimi mesi aggraverà, provocando disagio e impoverimento della collettività.

Come Rifondazione Comunista ci battiamo da sempre per la chiusura di Casa Pound e Forza Nuova, organizzazioni neofasciste, antidemocratiche e incompatibili con il dettato costituzionale antifascista. Evidenziamo inoltre la necessità di coniugare l’antifascismo all’opposizione sociale, per impedire la saldatura tra malcontento popolare ed eversione neofascista: perciò siamo a fianco delle mobilitazioni di classe conflittuali e schierati contro qualsiasi violenza squadrista come quella subita dalla CGIL a Roma.

Per la Federazione PRC di PIsa
Giovanni Bruno

RIFIUTI, AMBIENTE, TERRITORIO: OCCORRE UN MODELLO ALTERNATIVO ALLE PROSSIME AMMINISTRATIVE

COMUNICATO STAMPA RIFONDAZIONE COMUNISTA FEDERAZIONE DI PISA
In Toscana la politica è malata, e i sintomi sono lo spregio per il bene generale, l’abbandono dell’interesse pubblico e insieme l’ossequio ai poteri forti, che lambiscono pericolosamente confini permeabili alle penetrazione criminale.

Le vicende giudiziarie che hanno investito i vertici del Partito Democratico su scala regionale e provinciale per lo smaltimento di rifiuti speciali chimici KEU nella zona del cuoio sono emblematiche della degenerazione di un sistema di potere votato completamente al neo-liberismo e sottomesso alle logiche aziendali del mercato e del profitto.
È uno spettacolo inverecondo, che chiama in causa il sistema di potere proiettato sul piano politico-istituzionale e le forze politiche che hanno governato la nostra Regione per decenni. Le inchieste sullo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e non, sui trasporti, su aziende pubbliche, la caparbia intenzione di portare avanti progetti già bocciati dai tribunali come quello dell’aeroporto di Firenze, lo svelamento dei finanziamenti bipartisan a politici da parte degli stessi poteri forti: tutto questo non ha prodotto quasi nessun passo indietro, e i protagonisti di queste vicende, tra
cui figure istituzionali del PD su scala provinciale e regionale, implicati nelle indagini, restano al loro posto.
La responsabilità penale è personale, ma è evidente che è emerso un “sistema” diffuso di responsabilità politiche non giustificabili: occorre una nuova prospettiva che scardini questo sistema di potere e le fin troppe somiglianze che, al di là della presentazione formale e istituzionale, si vanno palesando tra le amministrazioni di destra e quelle di centrosinistra sul piano della gestione del territorio, dell’ambiente, delle relazioni con le aziende e le imprese edili.

Sul piano dei rifiuti e della depurazione assistiamo a ritardi e inefficienze sempre più diffusi delle amministrazioni locali che fanno temere possano ripetersi “scoperte” simili a quelle avvenute nella zona del cuoio per la gestione e lo smaltimento di rifiuti semplici e speciali, o per la cura del territorio, la manutenzione e la tutela ambientale.

Oggi sono in ballo la salute, l’ambiente, la sana gestione di servizi pubblici essenziali, e non è accettabile l’opacità politica e l’assenza di effettivo controllo democratico (su scelte e gestione) che tuteli l’intesse dei cittadini e non gli appetiti di guadagno: siamo alla vigilia di un appuntamento elettorale che lambirà parzialmente la nostra provincia, con le elezioni nei comuni di Santa Luce, Buti e soprattutto Vecchiano, ma le vicende esplose nella cronaca in questi mesi ci restituiscono una responsabilità politica decisiva affinché non si ripetano più situazioni così gravi.

Nei territori della nostra provincia si sono già verificate situazioni di gravissimo inquinamento sia ambientale che
politico-sociale: è assolutamente necessario che, prima dell’appuntamento elettorale nei pochi comuni interessati, vi sia una ricognizione di quanto fatto dalle amministrazioni per avere una trasparenza assoluta rispetto alla gestione dei servizi e del territorio, ed evitare qualsiasi opacità o mancanza di informazioni.
È fondamentale che siano assunte posizioni chiare e inequivocabili sul piano programmatico, in modo da impedire che ci possano essere nuovi episodi di collusione o il cedimento della politiche amministrative locali agli interessi di aziende nazionali o multinazionali, o peggio ancora alla penetrazione di criminalità che approfitta della permeabilità
di un sistema votato al mercato. Il ripristino della priorità dell’interesse pubblico, con l’osservazione costante da parte dei cittadini e l’impegno per il rinnovamento degli impianti di depurazione e smaltimento sostenibile, è il punto di partenza per una amministrazione alternativa al sistema di potere decennale rivelatosi impresentabile.

Rifondazione Comunista intende chiarire con la cittadinanza che i nostri programmi sono imperniati sulla lotta agli interessi forti della speculazione e del profitto: è la condizione per confrontarsi con le altre forze politiche e sociali sulla base di punti programmatici che valorizzino le peculiarità dei territori e rafforzino il controllo da parte dei cittadini e delle cittadine, svincolandosi dalle esigenze del mercato e mettendo in primo piano l’interesse pubblico
rispetto a quello privato.

25 aprile: uno striscione da ogni finestra!

Anche quest’anno, causa covid, non sarà possibile festeggiare il 25 aprile come abbiamo sempre fatto occupando le strade e le piazze di ogni città.

E’ necessario però che questa data non passi inosservata o nel dimenticatoio e bisogna dare un segnale che i valori della resistenza sono ancora oggi attuali.

Nel pieno rispetto delle normative invitiamo tutti ad appendere domenica prossima alla propria finestra o al proprio balcone uno striscione, una bandiera, un cartello che ricordi l’antifascismo, a propria fantasia… potete scriverci “w il 25 aprile” o “ora e sempre resistenza” o qualunque cosa vi venga in mente per celebrare il giorno della liberazione dal nazifascismo.

Fate una foto e inviatecela a info@rifondazionepisa.it. Provvederemo nei giorni successivi a fare un collage delle foto e a pubblicarle online.

Così facendo uniremo simbolicamente le nostre case in un coro unanime, facciamo risuonare bella ciao, la canzone che unisce tutti i partigiani e gli antifascisti nelle nostre case.

Inoltre i giovani comunisti hanno organizzato un evento online all’indirizzo https://www.facebook.com/events/251264420031621 dove domenica a partire dalle ore 16:00 sulle pagine nazionali facebook del Partito della Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti/e, festeggeremo insieme con musica, memoria e politica questa importante giornata.

Mozione : piena autonomia e adeguate risorse economiche, umane e strumentali per ARPAT

Questo è il testo della mozione che abbiamo presentato nel 2019 e che è stata approvata dal consiglio comunale

Di seguito la mozione presentata al consiglio comunale di Pisa dal consigliere di Diritti in comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista – Possibile)

Mozione : piena autonomia e adeguate risorse economiche, umane e strumentali per ARPAT

Vista la Legge 22 giugno 2009, n. 30 “Nuova disciplina dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Toscana (ARPAT)”;

Ricordato che ARPAT garantisce, con le proprie strutture presenti in tutto il territorio regionale, le attività di prevenzione e protezione ambientale, di fondamentale importanza per il rispetto della legalità, lo sviluppo sostenibile e per la tutela della salute dei cittadini;

Considerato che per essere veramente efficace ARPAT deve poter svolgere le proprie attività istituzionali in autonomia e deve essere dotata di un numero sufficiente di risorse economiche, di personale e strumentali;

Considerato che da oltre 3 anni ARPAT attende che in Toscana venga recepita la L. 132/2016 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”;

Considerato che, come anche di recente comunicato dalle organizzazioni sindacali, il personale di ARPAT negli ultimi anni è sensibilmente diminuito fino a diventare insufficiente e con un’età media avanzata e che tale condizione, unitamente alla carenza di mezzi e strumentazioni adeguate, ha già prodotto un calo delle attività di protezione ambientale nel territorio regionale;

Considerato che la situazione di carenza numerica del personale è destinata a peggiorare a seguito dei futuri pensionamenti e solo in misura minima compensati da nuove assunzioni;

Ricordato che nel territorio della provincia di Pisa insistono varie pressioni ambientali, con criticità generate da un uso non sostenibile delle risorse naturali, da una mobilità basata principalmente sull’uso dell’auto privata e da attività industriali che hanno effetti rilevanti anche – in taluni casi – quando si svolgono in territori contigui;

Ritenuta imprescindibile la presenza dell’Agenzia nel territorio provinciale di Pisa con la piena e continua operatività delle sue strutture per rispondere alle esigenze dei cittadini, per fornire informazioni imparziali e conoscenze scientifiche di supporto alle decisioni delle amministrazioni e per intervenire in caso di emergenze ambientali

Il Consiglio Comunale si impegna

a sollecitare la Regione per il recepimento della L. 132/2016 con una nuova legge su ARPAT che le riconosca piena autonomia ed assicuri adeguate risorse economiche, umane e strumentali per l’espletamento di tutte le attività istituzionali di tutela e prevenzione ambientale in Toscana;

a chiedere che nella nuova legge ARPAT venga ripristinato un organismo di “partecipazione sociale” per consentire ai Comuni ed agli antri enti locali, alle organizzazioni sindacali, ai comitati di cittadini ed alle associazioni ambientaliste di prendere parte al processo di definizione degli obiettivi e dei programmi di attività dell’Agenzia;

a chiedere che la Regione provveda, attraverso un piano straordinario ed urgente, all’assunzione di personale, nei ruoli e nei profili necessari, per il Dipartimento di Pisa e per tutte le altre strutture di ARPAT;

a chiedere alla Direzione di ARPAT di predisporre un Piano Triennale del Fabbisogno del Personale (PTFP) 2019/2021, dimensionato per riportare la dotazione organica (di comparto e dirigenza) ai livelli almeno del 2016, individuando eventuali priorità.

impegna il Presidente del Consiglio comunale ad inviare il suddetto documento al Presidente della Regione, ai membri della giunta regionale e a tutti i gruppi consiliari della Regione Toscana.

Francesco Auletta Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile

Sistema di potere e corruzione: la via della magistratura al centrosinistra


Lo denunciamo da anni, lo evidenziamo continuamente, abbiamo sottolineato più volte che il PD ha costruito, in Toscana in particolare, un sistema di potere per garantire interessi padronali, affari a buon mercato alle imprese e profitti a speculatori: meglio della destra, tant’è vero che Giani ha vinto senza troppi patemi (nonostante la campagna per il voto utile finalizzata a escludere dal Consiglio Regionale una forza critica e non allineata di sinistra.
Abbiamo costantemente denunciato i rischi (e anche qualcosa di più) delle infiltrazioni mafiose negli appalti, a Pisa come in altre province toscane, che negli anni hanno provocato dissesti finanziari, ecomostri (le torri di Bulgarella), assegnazione di appalti a ditte indagate (AVR), e ora scopriamo anche finanziamenti illeciti per ottenere rinnovi contrattuali senza troppi condizionamenti (soprattutto per consentire lo sversamento di fanghi inquinati da parte delle concerie).
È stato svelato dalla Magistratura un verminaio ben più ignobile dei collegamenti tra politica e imprese che denunciavamo, viene svelata (per carità, tutto da verificare, ma intanto le indagini si sono aperte) una corruzione profonda del partito al potere e di Pieroni, fortemente legato al nuovo segretario nazionale (pisano di origine) Enrico Letta.
Le indagini faranno il loro corso, ma il giudizio politico sul PD e il sistema di potere che in Toscana vige da anni (e consegnato da Rossi a Giani) è inequivocabile: scelte politiche disastrose, ben lontane da qualunque concezione anche pallida di sinistra, sostegno a imprese non trasparenti e a imprenditori disposti a tutto per ottenere vantaggi.
 Occorre restituire alle politiche delle amministrazioni locali e regionale una prospettiva radicalmente nuova, che rafforzi il ruolo del pubblico e i controlli su servizi, patrimonio e beni comuni e collettivi, sottraendoli ai rapaci interessi e appetiti privati che sempre più spesso espongono le comunità territoriali e la cittadinanza alle infiltrazioni criminali.

Coordinamento Provinciale Federazione PRC di Pisa

Concetto di corruzione e corruzione, corruzione sotto forma di banconote da  un dollaro, uomo d'affari che dà soldi mentre fa accordi per un contratto  immobiliare e una società finanziaria . — Denaro,