Sgombero della Bigattiera: una costosissima operazione di facciata sulla pelle di decine di persone

A cura dei gruppi consiliari

bigattiera

Una città in comune – Rifondazione Comunista

Sinistra ecologia libertà

Gruppo misto

Lo sgombero della Bigattiera non è stato altro che una costosissima operazione di facciata realizzata sulla pelle di decine di famiglie e moltissimi minori da parte di una giunta e una maggioranza in crisi di consenso. Un meccanismo costruito artificiosamente in tutti questi mesi che aveva come obiettivo da un lato quello di distogliere l’attenzione della cittadinanza dai veri problemi sociali della città e dall’altro di cercare irresponsabilmente facili consensi a destra, provando a legittimarsi come “partito della sicurezza”.

Le ruspe democratiche sono l’emblema del fallimento di questa giunta che sceglie volutamente questa strategia per non intervenire invece sulle politiche sociali che necessiterebbero, soprattutto in tempi di crisi economica, di ingenti risorse, progettualità e investimenti.

Da qui le dichiarazioni del sindaco sulla “necessità di diminuire il numero di rom” presenti in città, le farneticanti dichiarazioni dell’assessora Capuzzi contro le associazioni trovano non a caso il facile plauso della destra, a partire dallo stesso Salvini.

L’intervento del Presidente della Regione Rossi, che ha frettolosamente dimenticato la sua foto elettorale con una famiglia rom, a difesa delle ruspe targate Pd sarebbe comico, se non fossimo di fronte a decine di famiglie che oggi vivono in condizioni sociali decisamente peggiori.

Infatti con lo sgombero questi uomini, donne e bambini non si sono dissolti nel nulla, come qualcuno vorrebbe far credere, ma continuano a vivere nelle nostre periferie in situazioni sempre più precarie, avendo perso un tetto, la scuola e i limitatissimi servizi che avevano al campo.

A testimonianza di tutto questo è anche il fatto che le assistenti sociali intervenute durante lo sgombero hanno dovuto gestire senza alcuna programmazione le emergenze a partire dalla collocazione di numerose famiglie già per la prima notte.

Si è trattato di uno sgombero forzato in cui la giustificazione sanitaria era solo un ridicolo pretesto. Siamo di fronte ad un vero e proprio cambio di passo. In tempi non troppo lontani la “politica” per affrontare problemi di carattere igienico-sanitario e garantire che i bambini potessero frequentare la scuola anche in campi “abusivi” inviava autobotti per portare l’acqua, operatori ecologici per mantenere l’area pulita dai rifiuti e scuolabus per il trasposto scolastico. Oggi si mandano le ruspe, declinando così ai compiti propri di un’amministrazione comunale, ovvero elaborare soluzioni, in linea con le normative europee e i fondi per l’inclusione della popolazione Rom e Sinti,

Soffiando e cavalcando le spinte populiste e discriminatorie questa maggioranza si assume così la responsabilità di un imbarbarimento culturale e civile a cui invece si dovrebbe rispondere con politiche di giustizia sociale a partire dall’idea che i diritti o sono di tutte e tutti o non sono.

Ciccio Auletta e Marco Ricci, unacittàincomune-rifondazione comunista

Simonetta Ghezzani, Sinistra ecologia libertà

Stefano Landucci gruppo misto

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