RICATTI PADRONALI AI LAVORATORI DI ATI: RITIRARE IMMEDIATAMENTE LE SANZIONI

Pisa 4 apr 2020

Il 23 marzo alcuni lavoratori dell’Ati, azienda che lavora per la raccolta dei rifiuti in tutta la #Valdera, si sono rifiutati di lavorare facendo presente che gli erano stati forniti dei DPI (dispositivi di protezione individuali) insufficienti visto il diffondersi del #coronavirus. Le linee guida dell’istituto di sanità stabiliscono che per quanto riguarda il settore ambiente e gestione dei rifiuti devono essere utilizzate mascherine del tipo Ffp2 e non semplici mascherine usa e getta come quelle fornite ai lavoratori.
Per tutta risposta l’azienda ha inviato una lettera nella quale li accusa di essersi rifiutati di eseguire la prestazione lavorativa senza un motivo legittimo.
Sono stati accusati di insubordinazione ai superiori e rischiano di perdere il lavoro per aver fatto valere i propri diritti. L’Ati aveva il dovere di fornire ai lavoratori le protezioni necessarie per poter svolgere il lavoro in sicurezza. Cercare di scaricare le proprie mancanze sui lavoratori è un comportamento irresponsabile e vigliacco.
Ma la responsabilità non è soltanto di Ati, ma anche del CDA di #Geofor che, in quanto società appaltante, ha il dovere di vigilare. Chi lavora in ATI e nelle cooperative degli appalti, deve veder riconosciuto il proprio diritto alla parità di condizioni rispetto ai lavoratori Geofor, non solo per quanto riguarda la retribuzione, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la propria sicurezza, in special modo nel momento di crisi sanitaria che stiamo vivendo.
ATI ritiri immediatamente i provvedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori e si impegni a garantire e rispettare i più stringenti protocolli per tutelare i lavoratori tramite l’uso di DPI adeguati e modelli organizzativi del lavoro che eliminino il rischio del contagio.
Ai lavoratori colpiti dal provvedimento va la nostra più totale solidarietà. A loro ed i loro colleghi va il nostro ringraziamento perché nonostante il periodo garantiscono un servizio essenziale per tutta la cittadinanza.

“#BUONISPESA: Ai Comuni affidata la fatica di gestire una misura che non basta, serve innescare un circolo virtuoso o sarà impossibile far bene “

A cura di

Coordinamento PRC Pisa

Pisa 1 aprile 2020

«Lo Stato c’è e nessuno sarà abbandonato». Con queste parole il premier #Conte ha eccessivamente esaltato lo sblocco anticipato delle risorse destinate ai comuni e attinti direttamente dal fondo di solidarietà. Non si tratta, quindi, di nuove risorse destinate alla sussistenza delle tante famiglie in seria difficoltà, ma di un anticipo di somme già spettanti ai Comuni.

È lo stesso ministro #Gualtieri che definisce la manovra «ossigeno immediato per i Comuni», i medesimi Comuni che sono stati per anni vittime del patto di stabilità e conseguenti tagli enormi sul piano economico-finanziario; Comuni che si trovano in queste ore investiti dell’impegno oneroso di organizzare la distribuzione dei buoni spesa ai propri cittadini bisognosi che ne faranno richiesta. Come poter svolgere al meglio il proprio ruolo di istituzione più prossima alla cittadinanza? La richiesta del Governo è che i Comuni, dopo essere stati per anni svuotati di competenze e di risorse, diano una risposta tutta istituzionale a dei bisogni che, troppo spesso, sono sfuggiti dall’ambito istituzionale stesso. Sono moltissime le famiglie in grave situazione di disagio economico e sociale che già prima dell’emergenza #Covid19 erano escluse dalle diverse forme di aiuto per limiti culturali, linguistici, sociali o legali, perché senza cittadinanza o perché impossibilitati ad autocertificare i propri piccoli lavoretti al nero. Oggi, nelle condizioni di restrizione che tutti conosciamo, queste situazioni sono aggravate ed è ancora più difficile per queste famiglie essere raggiunte dai Comuni già affaticati dalla gestione dei problemi ordinari ed eccezionali. Troppe le famiglie che non potranno o non sapranno seguire il corretto iter delle richieste burocratiche, proprio in un momento in cui il personale dei Comuni, quasi inesistente proprio in questo settore, non è esente da restrizioni e limitazioni legate alla malattia.

Se i Comuni saranno in grado di portare a compimento questo impegno, ciò sarà purtroppo possibile solo tramite lo sforzo congiunto con le tante realtà già esistenti sul territorio, assistenziali e del terzo settore, pagando un prezzo altissimo in termini di sovranità gestionale e decisionale. Un lavoro che comunque non sarà sufficiente se dovrà essere di lungo respiro, se non affiancato da una ricostruzione del valore istituzionale dei Comuni, dal momento che le strutture e le risorse destinate alle politiche sociali – in nome del patto di stabilità e del pareggio di bilancio – hanno subito pesanti tagli e ora si trovano a dover fronteggiare, senza nessun tipo di indicazione organizzativa un’emergenza di questo tipo, dove il rischio della carestia per chi sta peggio è già realtà.

L’anticipazione di fondi a pioggia da parte del Governo, non solo rischia in questo modo di non venire incontro alle esigenze reali delle persone in difficoltà, ma ci sembra assolutamente schizofrenico rispetto allo svuotamento di ruolo e di risorse degli ultimi anni.

È necessario denunciare che questo non basta: il senso di responsabilità degli enti locali e dei suoi lavoratori non basta più; servono urgentemente risorse da recuperare subito con la patrimoniale e non affidandosi a donazioni volontarie

GEOFOR, PRC Pisa: ” Serve un cambio di passo, via questo CDA che ha troppe colpe”

Pisa 27 marzo 2020

In questi giorni di piena emergenza sanitaria e sociale, la protesta dei lavoratori dell’igiene ambientale, che ha messo non poco in difficoltà i cittadini, ha evidenziato le criticità che da troppo tempo, sia a livello politico che con i nostri amministratori, evidenziamo.

Il tardivo impegno nella società nel dotare i lavoratori dei Dpi minimi per svolgere il loro lavoro, soddisfatto solo dopo l’intervento della Prefettura, ha provocato il mancato ritiro della spazzatura per troppo tempo, con enorme disagio e rischio salutare per i cittadini in queste settimane di quarantena.

Una volta rientrata la comprensibile protesta, i lavoratori si sono messi con responsabilità a disposizione dell’azienda per effettuare il recupero dei passaggi mancanti: ne è scaturito un caos organizzativo senza precedenti, con prese di decisioni unilaterali da parte di Geofor sulla sospensione della raccolta di multimateriale e carta, tornando poi indietro e alimentando ulteriormente il disagio e la percezione di disorganizzazione da parte dei cittadini e delle istituzioni-socie.

Come forza politica, reputiamo doveroso presentare mozioni di sfiducia a questo CDA, come accaduto in alcune amministrazioni del nostro territorio ed invitiamo pertanto gli amministratori di Rifondazione Comunista e di area politica progressista a seguire la stessa strada nei propri consigli comunali, per consentire una svolta nuova ad una società che da troppo tempo, scontando anche le colpe di una legge regionale da cambiare, non opera responsabilmente per conto dei comuni soci e soprattutto dei cittadini.

La sicurezza spetta allo Stato tramite le Prefetture. I sindaci non si assumano responsabilità che non competono agli enti locali

Pisa 03 febb 2020

Continua sulle pagine della cronaca locale, e con cadenza abbastanza regolare, la comparsa delle conferenze stampa con il Prefetto di Pisa e un sindaco di turno che presentano la sottoscrizione del  protocollo di intesa denominato “Controllo di vicinato”
La cosa ci colpisce un po in quanto, se prima c’era un governo che lo aveva pensato, proposto e sollecitato oggi, con l’esecutivo arancione-verde la situazione parrebbe cambiata ed invece molti sindaci dei nostri territori che dicono di avere poco a che fare con la cultura salviniana non ce la fanno ad opporsi a questo inutile quanto propangadistico protocollo. Tant’è per le prime sottoscrizioni avvenute ormai mesi fa sui territori non è assolutamente cambiato nulla se non per le casse comunali
Per quanto ci riguarda la contrarietà l’abbiamo manifestata sin da subito e i motivi sono molti, da quelli formali a quelli di merito.
Intanto un protocollo che contiene misure cosi importanti – a cominciare dalla partecipazione attiva dei cittadini nel campo della sicurezza – che escluda dalla sua approvazioni i Consigli Comunali e esplicitamente faccia riferimento alle sole Giunte ( art. 2 comma 1 ) è  istituzionalmente inaccettabile. Ma prima ancora riteniamo profondamente sbagliato che il tema sicurezza sia rimandato alle amministrazioni comunali. Lo Stato tramite le Prefetture ha tutta la responsabilità di questo aspetto e attraverso le forze dell’ordine ha il dovere di proteggere i cittadini organizzando la sicurezza sui territori. Alle amministrazioni comunali spetta piuttosto erogare i servizi a soddisfacimento dei diritti sociali, cosa oggi molto, molto carente


Questa deresponsabilizzazione da parte dello Stato, che vede scaricare sulle amministrazioni comunali anche parte dei costi economici, è il motivo principale della nostra opposizione e per questo auspichiamo che il Prefetto di Pisa si impegni maggiormente nei confronti dello Stato per investire sulla sicurezza proprie risorse umane e finanziarie.

I Sindaci che come ben sanno non incontreranno la condivisione e l’approvazione del protocollo da parte dei nostri amministratori siano essi assessori che consiglieri comunali – come avvenuto nel comune di Vecchiano – li invitiamo a stare nell’ambito normativo e costituzionale rispedendo al mittente qualsiasi iniziativa che veda la sicurezza con gli enti locali attori primari nella lotta alla criminalità.

A cena con “1969 QUANDO GLI OPERAI HANNO ROVESCIATO IL MONDO” 22 gennaio presentazione del libro

TORNANO A RULLARE I TAMBURI DELLA GUERRA

Pisa 13 gennaio 2020

Il provocatorio assassinio di Soleimani che, come prevedibile, ha generato la reazione iraniana ad un palese atto di guerra da parte statunitense, non può esser letto come una semplice “alzata di capo” di Trump con lo scopo di “distrarre” l’opinione pubblica dai propri guai interni (il possibile impeachment e il calo dei consensi in vista delle presidenziali di novembre 2020). L’azione terroristica contro il generale iraniano è in realtà un nuovo chiaro passo verso la militarizzazione delle relazioni politiche su scala internazionale.

L’intervento statunitense in Medio Oriente ha come obiettivo il ridimensionamento dell’Iran come potenza regionale in grado di resistere e contrapporsi sia agli interessi delle petromonarchie del Golfo (Arabia Saudita, Emirati Arabi, Bahrein) che a quelli espansionisti e razzisti di Israele, ovvero ai maggiori alleati degli USA nella regione. A questo scopo, da almeno vent’anni (ma si potrebbe risalire alla prima Guerra del Golfo del 1990-91), la “comunità internazionale” – trainata dagli interessi statunitensi ed euro atlantici – pur con qualche esitazione, ha finito per avallare la pericolosa e criminale distruzione di stati sovrani come l’Iraq e la Libia, adottando la medesima linea anche contro la Siria, senza riuscire però ad ottenere i risultati sperati.

In realtà Trump, pur in forme folkloristiche e grottesche, interpreta una visione strategica sempre esistita nei settori più retrivi e bellicisti degli Stati Uniti, finalizzata a mantenere e consolidare – ad ogni costo – agli USA un predominio di tipo imperiale sul mondo: la partita mediorientale si iscrive quindi in una contesa più complessiva con il fine, dichiarato più volte dallo stesso Trump, di frenare il crescente ruolo internazionale di Cina e Russia, sia sul piano economico-commerciale che su quello geopolitico e militare.

Le conseguenze delle tensioni internazionali, oltre alle immani tragedie per le popolazioni civili in caso di guerra, avranno effetti anche sulle condizioni delle masse popolari nei paesi europei: a breve sono prevedibili sensibili aumenti delle tariffe dovuti alla crescita del costo del petrolio, oltre ad un aumento delle spese militari – già chiesto più volte da Trump ai paesi europei della NATO – a scapito dei servizi sociali e di quelli pubblici (sanità, pensioni, istruzione, trasporti). Inoltre, in caso di guerra, la legislazione contro i migranti si inasprirebbe ulteriormente per fronteggiare le prevedibili nuove ondate di profughi sulle nostre coste e ai confini europei, nel tentativo di sfuggire alle devastazioni che la guerra inevitabilmente produce.

Guerra che, anche se apparentemente lontana colpisce sempre e innanzitutto –non dobbiamo mai dimenticarlo!- le classi lavoratrici e subalterne, mentre produce enormi profitti per le elites delle industrie militari.

Le azioni degli Stati Uniti, non concordate con altri e in palese violazione del diritto e dei trattati internazionali, contraddicono l’articolo 11 della nostra Costituzione e ledono i principi del nostro ordinamento democratico. Per questo come comunisti/e sosteniamo, ormai da tempo, che siano venuti meno i presupposti e le condizioni della stessa appartenenza dell’Italia alla NATO, oggi evidentemente infondati anche sul piano della “legalità formale”.

Infine, ma non ultimo per importanza, occorre ancora mobilitarsi contro la presenza sul nostro territorio di Camp Darby, base statunitense operativa per la logistica e per il rifornimento delle armi nei settori di guerra nel Mediterraneo e in Medio Oriente. Non solo per l’arrogante prepotenza USA evidenziata da questa nuova fiammata bellicista, ma anche perché questa base rappresenta un rischio sempre più elevato per la cittadinanza per la quantità di armi (anche nucleari?) stoccate e in transito.

Come Rifondazione Comunista Pisa lanciamo un appello perché cittadini e cittadine, istituzioni, movimenti contro la guerra e per la Pace si mobilitino immediatamente per la demilitarizzazione di tutto il territorio compreso tra l’aeroporto di Pisa e il porto di Livorno

BRINDISI di CAPODANNO 2020 in federazione: non mancate, sarete ben accolti !!!

Pisa 29 dicembre 2019

Mercoledì è il PRIMO dell’ANNO.

Il 2020 inizia e come ormai avviene da quando la nostra sede provinciale è in via G. B. Picotti 19 lo accogliamo con una SBICCHIERATA ben augurante tra Compagne e Compagni.

L’anno che ci aspetta sarà l’anno del congresso del nostro Partito. Un anno importante per una organizzazione come la nostra che, in una società che sempre più ripudia le organizzazioni partitiche, in cui alcuni partiti hanno dato negli ultimi decenni il peggio di loro stessi e che forme alternative di rappresentanza non hanno saputo contribuire al meglio alla nostra pregiata Costituzione, si impegna ancora per l’affermazione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori nel rispetto della tutela ambientale.

NOI unici che ancora manteniamo lo stesso nome dal 1991, NOI che manteniamo la stessa struttura organizzativa dal 1991, NOI che crediamo e ci battiamo ancora per la valenza e la piena applicazione della Costituzione Repubblicana e quindi per il “Partito” come unica e valida organizzazione rappresentativa dei cittadini, cercheremo di analizzare la società e riproporci ad essa adeguatamente.

Per farlo proficuamente ed efficacemente abbiamo bisogno di tutto l’entusiasmo e le energie di ogni Compagna e di ogni Compagno e non c’è di meglio che iniziare sin dal primo giorno dell’ anno.

Per questo e molti altri motivi vi invitiamo in via G. B. Picotti a Pisa mercoledì primo gennaio dalle 17.00 per un aperitivo e scambi di opinioni e idee.

VI ASPETTIAMO !!!

ULTIMO dell’ANNO con Rifondazione Comunista Pisa

“SVOLTA STORICA NELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI: i lavoratori accompagnano le amministrazioni di sinistra alla re-internalizzazione del servizio. Ora subito la revisione della legge regionale!”

Pisa 17 dic 2019

E’ di queste ore la notizia che Geofor procederà, dal prossimo mese di gennaio, all’assunzione diretta dei lavoratori impegnati nel servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti dell’area pisana, attualmente impiegati dalle società cooperative AVR, ATI e GEECO. Sono stati proprio i lavoratori che, con la loro costante mobilitazione, hanno portato all’attenzione delle amministrazioni coinvolte e della cittadinanza l’intollerabile differenziazione di salari e condizioni contrattuali a parità di mansioni svolte. Rifondazione Comunista da molto tempo aveva evidenziato questa palese violazione del dettato costituzionale e si è sempre adoperata, attraverso i propri iscritti e i propri rappresentanti nelle istituzioni, affinché con un nuovo bando di gara fosse finalmente ristabilita la parità di salario e diritti a parità di mansione, con l’applicazione del contratto FISE-Assoambiente.
Evidentemente la determinazione dei lavoratori e dei sindacati, unita ad una rinnovata sensibilità da parte degli amministratori di alcuni degli enti locali coinvolti, a partire dal Comune di San Giuliano Terme, hanno determinato un vero e proprio cambiamento di rotta. Il paradigma liberista per cui anche i servizi di pubblica utilità, come quello della raccolta rifiuti, debbano essere orientati al massimo profitto, comprimendo salari e diritti dei lavoratori e svuotando le tasche dei cittadini, sembra inizi a sgretolarsi per aprire finalmente un’altra stagione, in cui i diritti dei lavoratori siano pienamente riconosciuti e i costi dei servizi siano depurati da rendite inaccettabili. 
Ci auguriamo che questo sia anche il primo passo verso la revisione totale della vigente legge regionale sui rifiuti: una revisione che riconosca il protagonismo attivo dei Comuni e dei territori e cancelli le elefantiache – anche in termini di costi – sovrastrutture degli ATO interprovinciali e dei cosiddetti gestori unici, nonché dei relativi soci privati.
Si apre ora la fase dell’organizzazione per il servizio di raccolta differenziata, che dal primo Gennaio impegnerà i 170 “nuovi” assunti in Geofor. Come Rifondazione Comunista ci impegniamo a vigilare, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, affinché gli impegni presi vengano rispettati, e la transizione si svolga correttamente, senza disagi né per i lavoratori né per gli utenti.

Rapporti di lavoro, rapporti sul lavoro. Pisa 13 dicembre 2019