🔴 NUOVO PRESIDENTE E POLITICA GARANTISCANO LE PRIORITA’ PER IL PARCO.

📌 Nato alla fine degli anni settanta, in risposta alle tante pressioni di urbanizzazione dei polmoni verdi, il Parco fermò la cementificazione di una tra le più belle aree boscate mediterranee. Oggi è un valore enorme per le comunità nel suo intorno e non solo. In occasione del rinnovo della Presidenza del Parco, come di solito, iniziano le varie pressioni politiche da parte degli amministratori dei comuni interessati. In particolare gli amministratori di Viareggio e Pisa premono per una sua gestione sempre meno restrittiva e più permissiva.
Si sta cercando di sdoganare il concetto che il parco debba essere fonte di redditività con “Cavalli di Troia” più o meno camuffati, un esempio per tutti: la ciclopista tirrenica che il comune di Viareggio vuole far passare attraverso la riserva naturale della Lecciona. Con tale infrastruttura si tenta di scardinare la difesa ambientale che il parco rappresenta. Lo stesso Parco propone, nel suo Piano, che la ciclovia passi all’interno di San rossore, in forma sopraelevata, lungo il vialone che congiunge “La Sterpaia con Cascine Nuove.
Una ciclopista è una via di comunicazione, alla pari di strade e ferrovie e pertanto deve svolgere l’importante compito di trasferire persone da un luogo all’altro e non quello di turbare l’equilibrio ambientale esistente. La ciclopista dovrebbe, a nostro avviso, seguire percorsi a basso impatto ambientale quali per esempio, il viale dei Tigli, correre lungo la linea ferroviaria all’interno del territorio vecchianese, e interessare le aree pre-parco di San Rossore.
La redditività reale si persegue tutelando il territorio del parco e preservando la sua integrità, non alterandolo. Si intervenga sulle acque inquinate del Fiume Morto, che attraversando il cuore del parco di San Rossore raggiunge il mare. Questo canale, oltre ad accogliere le acque provenienti dal depuratore riceve molti scarichi abusivi che raccoglie sia lungo il suo corso che dal fosso Marmigliaio e da altri. Il turista che percorre Via Pietrasantina per accedere a Pisa è accolto dal biglietto da visita costituito dai miasmi fognari.
Si intervenga realmente sui problemi che affliggono il parco, a partire dal Lago di Massaciuccoli, luogo suggestivo e fiabesco, amato da Puccini, con le sue acque ormai purtroppo altamente inquinate, non attraverso la realizzazione del “tubino”, che non serve a niente, ma con il progressivo riallagamento delle bonifiche e della riconversione della loro agricoltura in una meno impattante.
Da non dimenticare che coloro che lo custodivano in maniera egregia “pescatori e cacciatori”, questi ultimi esclusi dalle leggi del parco, si sono allontanati lasciando tutto in abbandono . Non è vero in questo caso che la natura si preserva da sé I cacciatori ed i pescatori avevano un ruolo fondamentale, lo sapeva bene la contessa Matilde che fece dono del padule di Vecchiano per uso civico di caccia, pesca e taglio della vegetazione. I cacciatori e i pescatori, mantenendo puliti fossetti e tagliando le cannelle favorivano nel primo caso il ricircolo dell’acqua e nel secondo il processo di fitodepurazione, perché una volta tagliate le cannelle, rinascendo continuavano il loro lavoro naturale. Quanto detto non deve fare intendere che si debba riaprire la caccia nel parco o non regolarizzare la pesca, ma che è necessario che l’Ente Parco effettui le dovute manutenzioni sul territorio.
Rifondazione Comunista chiede alla politica ed ai suoi candidati di farsi carico delle vere priorità del parco. Per questo motivo chiediamo alla Regione e alla comunità del parco di preservarlo e svilupparlo secondo i presupposti e gli obbiettivi originari! La ricchezza del territorio è strettamente legata alla conservazione dello stato ambientale del parco stesso.



Rifondazione Comunista – Circoli di Vecchiano e San Giuliano Terme

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